I cibi più pericolosi da portare in tavola: la lista di Coldiretti

La salute si tutela anche a tavola, per questo è importantissimo alimentarsi con ingredienti di qualità, privi di pericolosità. E’ dunque fondamentale tenersi sempre aggiornati sui cibi consigliati e quelli sconsigliati, in quanto pericolosi. Eccovi la lista completa stilata da Coldiretti.

I cibi più pericolosi: la lista di Coldiretti

Coldiretti arriva puntuale come ogni anno nel pubblicare la lista dei cibi più pericolosi e quindi assolutamente da evitare a tavola, al fine di tutelare la nostra salute. In cima alla lista anche alimenti che sembrerebbero insospettabili…siete curiosi di sapere quali sono i cibi più pericolosi? Continuate a leggere la lista!

La lista

La lista ei cibi più pericolosi stilata da Coldiretti riporta ingredienti che purtroppo siamo soliti portare in tavola, perché creduti erroneamente salutari, ma che a causa di fattori come l’allevamento e la produzione risultano pericolosi.

Il podio

Al primo posto degli alimenti più pericolosi ci sono il pesce spada e tonno importati dalla Spagna che contengono metalli pesanti, cadmio e mercurio.

Al secondo posto troviamo i cibi dietetici e integratori americani che contengono ingredienti vietati in Europa invece ammessi dalla legislazione statunitense.

Al terzo posto troviamo le arachidi cinesi contaminate da aflatossine, ovvero micotossine prodotte da due specie di Aspergillus, un fungo che cresce in aree caratterizzate da un clima caldo e umido.

Il resto della classifica

La classifica continua sino al decimo posto. Seguono al quarto posto i peperoni importati dalla Turchia che contengono tracce di pesticidi oltre i limiti tollerati.

Dopo le arachidi cinesi, ritroviamo altra frutta secca con i pistacchi iraniani e i fichi secchi turchi, rispettivamente al quinto e sesto posto. Entrambi secondo i dati raccolti da Coldiretti sono alimenti fuori norma in quanto contengono alti quantitativi di aflatossine, “considerate cancerogene anche dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efta)”.

Seguono al settimo posto le carni di pollo provenienti dalla Polonia, microbiologicamente contaminate dalla salmonella, oltre i limiti consentiti dalla legge.

All’ottavo e al nono posto ancora frutta secca con livelli di aflatossine superiori ai limiti consentiti, contenuti nelle nocciole turche e nelle arachidi statunitensi.

Infine, al decimo posto ancora frutta secca con i pistacchi provenienti dalla autarchia, anch’essi con grandi quantitativi di aflatossine.

Il sistema di allerta europeo

Fortunatamente i consumatori europei sono tutelati dall’applicazione del Sistema di Allerta Europeo che valuta la qualità, la provenienza e la pericolosità dei cibi importati nell’Unione Europea. Lo conferma anche Vytenis Andriukaitis, il commissario europeo per la Salute e la Sicurezza Alimentare: «Il Sistema di allerta europeo funziona. Gli standard di sicurezza alimentare europei sono comuni. Se un funzionario di un Paese scopre qualcosa che preoccupa, deve notificarlo immediatamente al Sistema di allerta rapida. E gli operatori sono obbligati a rimuovere dal mercato il cibo contaminato».

La qualità italiana

Nel dubbio, per tutelarsi al 100% non c’è cosa migliore di scegliere e acquistare prodotti italiani. Sempre in base alla ricerca condotta da Coldiretti infatti, l’agricoltura italiana è tra le produzioni di eccellenza che maggiormente rispettano gli standard di sicurezza e qualità alimentare. Come riportato sul sito di Coldiretti: “La nostra agricoltura è la più green d’Europa con 292 prodotti a denominazione di origine (Dop e Igp), il divieto all’utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche. E’ anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,5 per cento), quota inferiore di 3 volte alla media Ue e di 12 volte a quella dei Paesi terzi”.

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