Il matrimonio come segreto della longevità: fa bene al corpo e al cuore

Un recente studio inglese ha messo in evidenza le connessioni tra il matrimonio e la longevità della vita. Vivere in coppia aiuta a vivere meglio, più serenamente e in salute. Secondo lo studio infatti il matrimonio apporterebbe numerosi benefici cardiovascolari.

Siete curiosi di sapere perché?…Continuate a leggere!

Il matrimonio come segreto della longevità: fa bene al corpo e al cuore

La credenza popolare spesso sostiene che il matrimonio si ala tomba dell’amore. Nulla di più sbagliato. Secondo un recente studio inglese infatti il matrimonio rappresenterebbe il segreto della longevità, assicurando numerosi benefici cardiovascolari. Una serena vita di coppia quindi non sarebbe responsabile solo di un migliore stato psicologico ed emotivo ma anche fisico. Scopriamo perchè…

Il Matrimonio come segreto per la nostra longevità

Secondo un recente studio dell’Aston Medical School di Birminghan, un matrimonio felice è da associare a un ridotto rischio di infarti. Verrebbe da pensare che questo sia valido solo per le coppie felici, ma in realtà non è così. Anche – anzi soprattutto – i litigi aiutano a mantenere in salute il cuore proteggendolo dagli infarti. Gli scienziati inglesi infatti hanno dimostrato che i componenti di coppie sposate hanno una probabilità di sopravvivere maggiore del 14% superiore rispetto ai single.

I benefici della vita di coppia non si limitano alla riduzione del rischio di infarti. Sulla base degli studi raccolti infatti, il matrimonio sembrerebbe racchiudere il vero segreto della longevità in quanto abbatte i più rilevanti fattori di rischio per la nostra salute, ovvero: colesterolo elevato, diabete e ipertensione, tutti fattori che se presenti, aumentano il rischio di infarti e ictus.

Lo studio dell’Aston Medical School

L’equipe di medici e scienziati dell’Aston Medical School di Birmingan ha utilizzato per questo studio un particolare tipo di algoritmo. L’algoritmo denominato “Algorithm Comorbidities, Associations, Length of Stay and Mortality (ACALM)” ha permesso loro di determinare l’insorgenza di una patologia e la sua associazione con determinati eventi – in questo caso il matrimonio.

I dati analizzati appartenevano a un database contenete informazioni sullo stato di salute degli inglesi nel periodo temporale compreso tra 2000 e 2013. Il campione era composto da oltre cinquantamila persone con livelli di colesterolo alto e quasi settantamila affette da diabete di tipo 2.

I risultati della ricerca

Dalla ricerca è emerso che per godere dei benefici cardiovascolari del matrimonio, non basta essere sposati da poco tempo, ma bisogna esserlo per tutta la vita. Secondo i risultati dello studio infatti, i divorziati hanno un’aspettativa di vita decisamente più breve.

Come sostenuto dal Paul Carter, scienziato autore della ricerca:

«Matrimonio significa avere un coniuge a casa che dà sostegno emotivo e fisico a diversi livelli, che vanno dall’incoraggiare il paziente verso stili di vita più sani, aiutandolo a fare fronte alla sua condizione, al rispettare le cure. I nostri risultati suggeriscono che il matrimonio rappresenta la possibilità di essere supportati nel tenere sotto controllo i fattori di rischio per le malattie cardiache e, in ultima analisi, per sopravvivere convivendoci. La natura di un rapporto è importante e ci sono molte prove che stress e eventi stressanti della vita, come il divorzio, sono associati a malattie cardiache. Abbiamo scoperto che i pazienti divorziati con pressione alta o con un attacco cardiaco precedente avevano tassi di sopravvivenza inferiori rispetto ai pazienti coniugati con la stessa condizione».

L’importanza del supporto psicologico

Sempre secondo gli scienziati inglesi, tra i motivi per i quali il matrimonio rappresenta il segreto della nostra longevità c’è indubbiamente il supporto psicologico costantemente assicurato dal partner. Al riguardo si è espresso Rahul Potluri, co-autore dello studio e fondatore di ACALM: «Gli attacchi cardiaci sono eventi devastanti. È importante che i pazienti ricevano il supporto necessario per farvi fronte, da un coniuge, da un amico, da una famiglia o da chiunque scelgano di coinvolgere nella loro cura. I medici hanno bisogno di curare i pazienti in maniera olistica così come dovrebbero incoraggiare la frequentazione di gruppi di sostegno e corsi di riabilitazione».

E ancora: «I nostri risultati sono ancora più interessanti per i pazienti con fattori di rischio cardiovascolari in quanto queste persone convivono con condizioni che aumentano il rischio di un attacco di cuore senza sperimentare sintomi. È importante che i pazienti con questi fattori di rischio pericolosi, ma evitabili, seguano le indicazioni dei loro medici per quanto riguarda».

Le conclusioni dello studio

Sulla base delle dichiarazioni degli scienziati appartenenti all’equipe dell’Aston Medical School e dei dati analizzati nel corso delle ricerche, possiamo affermare con certezza che la vita di coppia fa bene, anche se a volte “turbolenta”. Persino i litigi infatti possono essere fonte di benessere cardiovascolare. A questo poi è da aggiungere il sostegno morale e psicologico assicurato dal partner, oltre alla vicinanza fisica dello stesso. Tutto questo concorre a delineare un quadro positivo per le persone affette da patologie cardiovascolari o ad esse predisposte ma non solo…la vita di coppia fa bene sempre!

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