Lapo Elkann: “la cocaina è da sfigati”

Una vita fatta di eccessi. Quella di Lapo Elkann sino ad ora non è certo stata una vita noiosa, tra avventure imprenditoriali e clamorose cadute. Il rampollo di casa Elkann si racconta in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera e spiega come dopo tanto tempo stia attraversando un periodo meraviglioso. Lasciati alle spalle gli errori legati alla cocaina, adesso sarebbe addirittura in attesa della donna giusta per mettere su famiglia. Lapo avrà messo davvero la testa a posto?

Il Garage Italia

lapo_craccoPochi mesi fa per Lapo è iniziata una nuova avventura imprenditoriale chiamata Garage Italia in collaborazione con lo chef Carlo Cracco. Un nuovo locale futuristico nuovo punto di riferimento per tutti milanesi: “è un periodo meraviglioso, con tutte le difficoltà e le complessità certamente. Ma in Italia vedo tanta bellezza e innovazione. E me ne sento ambasciatore con questa astronave, Garage Italia, voluta a suo tempo da un uomo decisamente più forte e visionario di me, Enrico Mattei. Con Michele De Lucchi, Carlo Cracco e tutti i partner stiamo provando a costruire qualcosa di unico. Noi italiani se facciamo squadra siamo imbattibili. Qui c’è tanto da dare e da fare”.

La mediocre politica italiana

Lapo non si fa sfuggire l’occasione per dire la sua in merito alla politica italiana, che giudica mediocre: “non c’è nessuno che faccia sognare o realizzi ciò che dice. Dovrebbero dire meno e fare di più, proteggere questo Paese e non spremerlo come un limone e gettarlo via. Non c’è visione, e chi si pensava l’avesse si è bruciato. Prendi Renzi, sembrava uno del tempo e poi troppo ego e “me, me, me”. Ma non è “me, me, me”. È l’Italia degli italiani”.

La battaglia con la droga

Nella vita di Lapo, le dipendenze e le droghe hanno tristemente avuto un ruolo da protagoniste: “questo è un messaggio che voglio dare a tanti: le sostanze possono abbagliarti ma sono il peggiore amico che puoi avere perché ti allontanano da tutto. Con loro ho combattuto battaglie terribili, e ho ottenuto la più grande vittoria della mia vita. Io sono luce e oscurità, quest’ultima mi ha portato alla cocaina. Pensavo fosse glam. Invece è da sfigati. Mi sono fatto male e ho fatto male. Poi ho incontrato medici geniali, Lorenza Bolzani e Gallimberti e Bonci, italiani per l’appunto, che hanno inventato un sistema chiamato Tms, che agisce sul cervello e allontana il craving, la voglia. Ce l’ho fatta. Si può. Bisogna volerlo”.

Voglia di famiglia

Lapo sembra davvero un’altra persona rispetto a quella che eravamo abituati a vedere fino a qualche tempo fa, tanto che parla anche della sua voglia di farsi una famiglia: “guardando i miei fratelli e i loro figli ho sentito il desiderio di averne. Ma io non ho mai amato la mia infanzia. E mi sono detto che così non sarei stato degno di essere padre. Dovevo sentirmi pulito. Ora aspetto la donna giusta. Non sono un soggetto raccomandabile? Lo so, la mia storia può spaventare. Però ho amato alla follia Martina Stella, che ora è una carissima amica. Sono contento di vederla felice sposata e con figli. Lo merita. E sono stato molto innamorato di Bianca. Con loro ho costruito e distrutto. Martina è stata la prima che ha cercato di farmi uscire dalle sostanze. Ma avevo paura di legarmi per la mia diffidenza con le donne, dovuta forse al rapporto non facile con mia madre. Sempre tanti dubbi e quell’ossessione per la perfezione, che non esiste”.

Il rapporto con il padre e con il nonno

La conclusione dell’intervista è dedicata al rapporto di Lapo con il padre Alain Elkann e con il nonno: “se ci fosse ancora mio nonno forse mi avrebbe facilitato il percorso per uscire dalle tenebre che avevo dentro di me. Fino a 18 anni volevo essere come lui, poi ho capito che ognuno ha la sua strada: voglio lasciare la mia storia. Mio nonno con la Ferrari e la Juve, per me bambino, era un parco giochi. Papà con i suoi giornali e i suoi libri era una biblioteca, con lui ho scoperto il mondo”.

L’”incidente” di New York

Non poteva mancare una riflessione su quanto accaduto un anno fa a New York quando Lapo inscenò un finto rapimento: “quello di New York fu un incidente. Non posso dire nulla. Era un periodo particolarmente violento, aveva scoperto che il mio autista fidato da anni rubava, poi l’arroganza dei miei manager, la mia amica Franca Sozzani che stava morendo, come un altro amico. Sotto pressione ho sbottato. E mi sono fatto male. Ora però sono pulito da un po’”.

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