Tecnologia e bambini da 0 a 6 anni: come utilizzarla?

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05/01/2017

Tecnologia e bambini da 0 a 6 anni: come utilizzarla?

L’American Academy of Pediatrics e la Canadian Society of Pediatrics affermano che i bambini da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia, dai 3 ai 5 l’esposizione dovrebbe essere di un’ora al giorno, mentre dai 6 ai 18 non più di due ore al giorno.

I bambini e i giovani fanno uso della tecnologia 4-5 volte in più dell’ammontare di ore raccomandato, con conseguenze serie e spesso pericolose per la vita. (Kaisee Foundation 2010, Active Healthy Kids Canada 2012). Gli apparecchi portatili come cellulari, tablet e giochi elettronici, hanno aumentato sensibilmente l’accessibilità e l’utilizzo della tecnologia, soprattutto da parte di bambini ancora molto piccoli (Common Sense Media, 2013).  Ecco le Linee-guida per l’uso della tecnologia da parte di bambini e ragazzi.

Ecco la Guida all’uso della tecnologia da 0 a 6 anni.

Da 0 a 3 anni: schermi vietati

L’infanzia non ha bisogno di una realtà virtuale. Prima dei 3 anni un bambino necessita di sviluppare competenze interagendo con l’ambiente attraverso esperienze sensoriali che utilizzino tutti e cinque i sensi. Solo questa interazione esperienziale consente di sviluppare le proprie risorse neuronali. È stato dimostrato che anche solo una televisione accesa nella stessa stanza dove un bambino piccolo sta giocando ne disturba l’attività, impedendo di sviluppare quella capacità di concentrazione così importante per il suo futuro.

I contenuti sempre più veloci dei media possono contribuire allo sviluppo del deficit di attenzione, e alla diminuzione della concentrazione e della memoria, poiché il cervello elimina le tracce neuronali dalla corteccia frontale (Christakis 2004, Small 2008). I bambini che non riescono a prestare attenzione, non imparano. Tra 0 e 2 anni, il cervello dei bambini triplica le sue dimensioni, e continua a svilupparsi rapidamente fini ai 21 anni di età dell’individuo (Christakis 2011).


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Lo sviluppo precoce del cervello è determinato da stimoli esterni, o mancanza degli stessi. È stato dimostrato che la stimolazione su un cervello in sviluppo, generata dalla sovraesposizione alla tecnologia ( cellulari, internet, iPad, TV), può essere associata a deficit delle funzioni esecutive e dell’attenzione, a ritardi cognitivi, apprendimento compromesso, aumento dell’impulsività e diminuzione della capacità di autoregolarsi, che può tradursi in scatti d’ira (Small 2008, Pagini 2010).

Un bambino piccolo che fruisce un’ora di TV al giorno, è a rischio di sviluppare deficit di attenzione due volte superiore a chi non la guarda (A. Oliverio, Nativi digitali. Non lasciamoli soli con i media, Vita e Pensiero, 2/2014).

Occorre allora, soprattutto in questa fascia d’età, che i genitori curino i propri comportamenti. Non può funzionare il farsi vedere assorbiti dalla televisione, da un computer o da un telefono cellulare. In quell’età i bambini sono molto inclini all’imitazione: se ci vedranno perennemente con in mano il telefonino ne vorranno sicuramente uno.

Da 3 a 6 anni: il tempo delle regole

L’infanzia è il tempo delle regole che non sono imposizioni ma procedure educative per regolare il tempo e lo spazio comune. Imponiamo delle regole chiare ed essenziali. È inutile sgridare i nostri figli perché passano le ore davanti ai videogiochi quando siamo noi ad averceli messi. La comunità scientifico-pedagogica internazionale su questo fronte è compatta: in questa fascia d’età mezz’ora di videoschermi al giorno è più che sufficiente, e l’accesso a internet è vietato. Questa è una fase importante per sviluppare alcune capacità collegate all’immaginazione o alla motricità e per implementare le competenze relazionali e sociali. È ora che si può imparare a litigare bene con successo, anche dopo è possibile, certamente, ma man mano diventa più difficile. Occorre privilegiare le esperienze dirette, la manipolazione, l’interazione relazionale. I bambini litigano? Certo! È quello il loro compito evolutivo.


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Imparare a stare insieme, far emergere le risorse creative di cui normalmente in questa età sono incredibilmente dotati. Non lasciate che si anestetizzino davanti ai video schermi, permettetegli di stare all’aria aperta, a contatto con la natura. L’uso della tecnologia limita il movimento, e questo può causare ritardi nello sviluppo. L’uso eccessivo della tecnologia alimenta patologie mentali come la depressione infantile, l’ansia, il deficit di attenzione e persino l’autismo, il disturbo bipolare e certe forme di psicosi. Attualmente, un bambino su tre inizia la scuola con ritardi relativi allo sviluppo che influenzano negativamente l’alfabetizzazione e i risultati scolastici (HELP EDI Maps 2013). Il movimento migliora l’attenzione e la capacità di apprendimento (Ratey 2008). L’uso della tecnologia, sotto i 12 anni, è dannoso per lo sviluppo e l’apprendimento del bambino (Rowan 2010).

La tecnologia non deve mai essere pervasiva. Questa è una regola importante. Ogni bimbo deve giocare al pallone, correre e stare con gli amici. Il mancato movimento porta conseguenze nefaste come l’obesità infantile,  sempre più frequente nel mondo occidentale. Non bisogna mai caricarli troppo ed è necessario valorizzare sempre le relazioni con le persone. Il tablet non è uno strumento fine a se stesso, ma un veicolo per entrare in un luogo virtuale dove è possibile giocare, leggere, scrivere. Dal punto di vista dello psicologo, è essenziale far capire che il dispositivo è solo un ‘pezzo di plastica e metallo’ che apre, però un intero mondo. E in questo universo, ci sono molti aspetti positivi ma anche negativi dai quali è possibile difendersi solo accettando alcune semplici regole. Gli apparecchi elettronici diventano dei surrogati dei genitori e creano dipendenza. I contenuti violenti dei media – soprattutto di alcuni videogiochi – possono scatenare aggressività nel bambino.

Oltre alla guida all’uso della tecnologia da 0 a 6 anni, vi proponiamo anche delle valide alternative all’uso della tecnologia.

Quali posso essere le soluzioni?

1. Alternative valide

Proponete alternative: sport, attività all’aperto o di laboratorio, corsi di musica.

2. Insieme!

Aiutateli ad apprendere un uso responsabile dei dispositivi, utilizzandoli con loro per una porzione del tempo a essi dedicato, che deve comunque non superare le ore raccomandate dagli esperti.

3. E-learning

Aiutateli a sfruttare le mille risorse del web per funzioni di apprendimento: corsi di lingue, documentari.

4. Parental Control

Non dimenticate l’utilizzo prezioso dei meccanismi di “Parental Control”, sempre presenti su qualsiasi apparecchio elettronico, soprattutto se connesso alla rete. Inoltre, proibite l’uso di qualsiasi apparecchio in camera. L’accesso dovrebbe essere condiviso da tutti i membri della famiglia in qualsiasi momento.

5. Informazione, non terrorismo

Informateli dei pericoli del Web ma non limitateli, né spaventateli.