Parto, tutti i miti da sfatare

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12/01/2017

Parto, tutti i miti da sfatare

Parto, tutti i miti da sfatare. Uno dei momenti più belli, ma indubbiamente temuti e misteriosi nella vita di una donna è quello del parto, ecco allora che vi presentiamo una guida utile e pratica dal titolo Parto, tutti i miti da sfatare. Il parto si sa, da generazioni è sospeso in una sorta di limbo tutto particolare, contornato da miti e leggende, in modo particolare per chi si trova ad affrontarlo per la prima volta.

Chi affronta il parto per la prima volta, in maniera volontaria o meno, riceve un impressionante quantitativo di informazioni, a volte tranquillizzanti altre meno, su come è meglio affrontare il momento. “Meglio in piedi”, “no sedute”, “in vasca”, “no fuori dalla vasca”, “è doloroso”, “non è doloroso” e via andare. Informazioni che spesso e volentieri non fanno altro che creare una certa preoccupazione se non addirittura panico. Bene, molti di questi miti sono da sfatare ed il consiglio che vale più di ogni altro è che il parto va affrontato con naturalezza e serenità, certamente non è una passeggiata ed in alcuni casi può essere lungo e snervante, ma non appena quella piccola creatura, che per nove mesi ha vissuto nella vostra pancia, vi verrà messa tra le braccia … tutto passa e si dimentica, fidatevi!


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  1. La perdita delle acque segna l’inizio del travaglio. FALSO

Non è la perdita delle acque che segna l’inizio del travaglio, bensì la comparsa delle contrazioni. Le membrane spesso si rompono a travaglio già inoltrato, quando si è già in sala parto ed, in alcuni casi è il medico o l’ostetrica che le rompe. Può capitare che la perdita delle acque si verifichi prima del travaglio ed in questo caso è necessario che la futura mamma vada in ospedale. Tuttavia una volta rotte le acque ed arrivati in ospedale non è detto che si partorisca nel giro di un paio di ore, può infatti capitare che il travaglio non inizi e se non inizia spontaneamente entro due giorni, il parto viene indotto. Questo perché una volta rotto il sacco il bimbo si trova a contatto diretto con l’ambiente esterno ed il rischio di infezioni è abbastanza alto.

  1. Travaglio immediato e parto più veloce e meno doloroso con il parto indotto. FALSO

Esattamente il contrario, con l’induzione e cioè quando il travaglio viene stimolato con metodi artificiali, il travaglio è più lungo perché il corpo della donna non è ancora preparato al parto, ma per vari motivi è necessario procedere con l’induzione. Le stesse contrazioni possono essere più forti e dolorose a causa della pitocina, un ormone sintetico, che viene iniettata per endovena.

  1. Una volta perso il tappo vaginale il travaglio è imminente. FALSO

Quando il collo dell’utero inizia a modificarsi e prepararsi per il parto, espelle il muco protettivo che lo ricopre, il cosiddetto tappo vaginale.  Una volta perso il tappo non è necessario correre in opedale , è solo un evento preparatorio, che di solito si verifica 3 giorni prima vero e proprio del travaglio. Tuttavia nei secondi parti ed in quelli successivi i tempi di solito si accorciano, perché l’utero è già preparato dai parti precedenti, infatti se al primo parto prima si appiana e poi si dilata, nei successivi parti le fasi diventano simultanee.


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  1. Durante il travaglio non bisogna né mangiare né bere. FALSO

Se il parto è naturale si consiglia di bere acqua, succhi di frutta o tè, visto che durante il travaglio si suda parecchio. Volendo, ma l’appetito di solito manca, si possono fare degli spuntini leggeri. Questo non vale però in caso di taglio cesareo che, come in tutti gli interventi chirurgici, deve essere preceduto da un digiuno di almeno otto ore.

  1. Durante il travaglio è vietato gridare. FALSO

Questo è in assoluto uno dei miti da sfatare nella maniera più totale e rigorosa e che riguardano il parto, inventato probabilmente da dottori o ostetriche che non ne potevano più. Gridare ha un enorme potere liberatorio ed è utile per scaricare la tensione ed il dolore. Limitare o trattenere le urla, irrigidisce i muscoli del perineo e rende il travaglio più difficile.

  1. Prima del parto è obbligatorio fare il clistere. FALSO

 Fino a pochi anni fa il clistere veniva effettuato di prassi, oggi non più perché per molte rappresenta un fastidio e non è necessario. Le contrazioni fanno scendere la testa del piccolo nel bacino, che preme sul retto e rende naturale il bisogno di scaricarsi. Tuttavia normalmente ci si svuota prima di partorire e raramente durante, ma se capita durante il parto, nessun problema il personale medico è abituato e preparato.

  1. Prima del parto è bene depilarsi il pube. FALSO

Per il parto naturale la depilazione completa del pube non serve, se non per praticare l’episiotomia,   il taglietto che viene effettuato quando il bambino sta per nascere. Ma in questo caso è l’ostetrica a depilare solo la zona interessata. Altro discorso per il cesareo che, in quanto intervento chirurgico, richiede la tricotomia (rasatura) completa, anch’essa eseguita in ospedale, per evitare eventuali infezioni.

  1. Il parto in acqua è incompatibile con l’epidurale. VERO

 L’epidurale è una anestesia locale che prevede la somministrazione di un anestetico attraverso un catetere messo nella zona epidurale, zona piccolissima compresa tra legamento giallo e dura madre. Per inserire il catetere viene praticato un foro, che non deve assolutamente entrare in contatto con acqua non sterile, perché il rischio di infezioni sarebbe molto alto.

  1. La posizione migliore per partorire è sdraiata. FALSO

La futura mamma è libera di scegliere la posizione più comoda e che meglio la aiuta a provare meno dolore. Ancora oggi, purtroppo, molte donne vengono costrette a stare sdraiate, mentre, per un dolore meno forte, il travaglio migliore è quello in piedi, oscillando lentamente per spostare il peso e favorire così la discesa del feto.  L’ideale sarebbe stare accovacciate perchè aumenta la dilatazione del 30 per cento . Se non ci sono complicazioni e la madre ci riesce, il parto in questa posizione è il migliore. La posizione da sdraiata è innaturale, va contro la forza di gravità, serve solamente ai medici per avere chiara la situazione.

  1. Se si è fatto un cesareo, si deve continuare a fare il cesareo. FALSO

 Una donna che abbia subito il cesareo può partorire il secondo figlio in modo naturale, ma devono essere trascorsi almeno tre anni dall’intervento chirurgico. Prima dei tre anni, travaglio e parto vaginale sarebbero troppo stressanti per la cicatrice uterina, che rischierebbe di riaprirsi.

  1. La mamma ha il diritto di scegliere il cesareo. FALSO

 Dati statistici alla mano, un bambino che nasce con un cesareo, ossia senza travaglio, rischia di più. I bambini nati senza travaglio possono essere soggetti alla sindrome da apnea transitoria, che a volte richiede il ricovero in terapia intensiva per qualche giorno. Inoltre il bambino potrebbe non respirare bene e avere difficoltà ad attaccarsi al seno. Le donne che hanno partorito col taglio cesareo allattano al seno il 15% in meno rispetto a quelle che hanno avuto un parto naturale.

  1. Una volta nato il bambino, il parto è finito. FALSO

Appena nato il bambino, la mamma deve compiere ancora un piccolo sforzo prima di riposarsi, deve espellere la placenta. Il distacco e poi l’espulsione della placenta avvengono mediamente dopo 30 minuti dalla nascita del neonato. Tuttavia e per fortuna, questa operazione non è dolorosa.