Ragadi al seno: 6 rimedi naturali

Noemi Iovino
  • Dott. in Scienze della Comunicazione

Le ragadi al seno sono tra i fastidi più frequenti avvertiti dalle neo-mamme. Come capire se si tratta di ragadi o meno? È necessario interrompere l'allattamento al seno? In questo articolo troverete tutte le informazioni per saper riconoscere le ragadi, le cause che le determinano, i consigli dei medici e tutti i rimedi naturali per alleviare il dolore

Ragadi al seno: 6 rimedi naturali

L’allattamento è un momento magico e, nei primi giorni di vita del piccolo, è il momento cruciale del suo rapporto con la madre. È incredibile osservare, infatti, la spontaneità con cui il neonato, anche ad occhi chiusi, cerca istintivamente il seno della madre per nutrirsi. Non è mai banale o scontato ricordare, in effetti, che il calore e l’odore della mamma sono le sensazioni più familiari per il piccolo e, proprio questo, rende l’allattamento al seno (quando possibile) una delle esperienze più importanti della maternità.

Allattamento al seno

Tuttavia la qualità, la durata e la frequenza delle poppate tramite l’allattamento al seno possono essere compromesse da un fastidio molto frequente nelle neo-mamme: le ragadi al seno. Di cosa si tratta nello specifico?

Ragadi al seno durante l’allattamento: cosa sono e come riconoscerle

Le ragadi al seno sono delle screpolature e dei piccoli taglietti che si verificano sul capezzolo; più precisamente, si tratta di ulcerazioni a forma di fessura. Le lesioni, più o meno estese, possono essere dolorose e a volte sanguinanti. Inoltre, si riconoscono poiché la pelle del capezzolo è screpolata e spesso arrossata. Tuttavia, non bisogna confondere le ragadi con il dolore e la tensione, del tutto normali, che si verificano durante le prime attaccature al seno: il dolore delle ragadi è più intenso, persiste per più tempo e può indurre la madre a sospendere l’allattamento e passare al latte artificiale. Ma è davvero la cosa più giusta da fare?


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Allattamento con latte della mamma

Assolutamente no! Sebbene il dolore, dopo vari tentativi, spinga la mamma a mollare la presa, si deve cercare di mantenere invariate sia la frequenza sia la durata delle poppate. Tutto questo è possibile consultando un’ostetrica o il proprio medico, che saprà consigliarvi sui rimedi più adatti per alleviare il dolore e decidere se, effettivamente, è il caso di preferire delle formule artificiali. Se le ragadi sono sanguinanti, gonfie e piene di pus (e/o si ha la febbre) è ancora più urgente chiedere il parere di un esperto e, in questo caso, sospendere subito l’allattamento fino a nuove disposizioni.

Senza allarmarsi eccessivamente, bisogna continuare a nutrire il proprio piccolo nella stessa maniera, adottando la soluzione che si ritiene più efficace per il proprio corpo. Questo non vuol dire assolutamente che il problema vada del tutto ignorato: le ragadi, infatti, possono far entrare nell’organismo funghi e batteri e, nei casi più gravi, possono portare ad infezioni delle ghiandole mammarie (come la mastite). Ma da cosa è causato tutto questo?

Ragadi al seno, tutte le cause

Attaccatura corretta al seno del lattante

Quando si tratta di ragadi al seno, la prima causa che si tende a individuare è la posizione scorretta del bambino, o meglio, un’attaccatura errata alla mammella. Questo fattore (che poi analizzeremo nel dettaglio) è tra i più diffusi, ma non è certamente l’unico! Spesso si tratta di una semplice predisposizione genetica della madre o di particolari caratteristiche della pelle (che, per esempio, è troppo secca, soprattutto nel periodo invernale). Altre cause sono: la forma dei capezzoli (piatti o rientranti), il frenulo troppo corto del lattante (che provoca difficoltà nel succhiare il latte), indumenti e reggiseni troppo stretti e un’igiene non regolare.


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Anche il tiralatte può causare problemi: può succedere, infatti, che rompa i capillari e provochi il sanguinamento. Le screpolature e l’arrossamento possono derivare, infine, da un’eccessivo sfregamento (durante l’attività sessuale oppure nel caso di esercizi fisici ripetuti) o dal contatto con determinate creme, profumi e lozioni. Se poi c’è un ingorgo o, al contrario, la scarsità di latte, il bambino tende a succhiare più frequentemente e con maggiore forza e questo può causare i temuti taglietti. Tra le ultime cause, menzioniamo i cambiamenti ormonali (che possono rendere la pelle più sensibile) oppure la candida (che provoca, tra l’altro, prurito e fitte).

Ragadi al seno, consigli e rimedi naturali

Come nutrire correttamente il proprio bambino

Il vostro medico di fiducia può suggerirvi diverse soluzioni. Ecco le più frequenti!

1. Posizione del bambino

Tra le cause più frequenti di ragadi al seno, lo dicevamo prima, c’è l’attaccamento errato del lattante alla mammella. E allora, qual è la posizione più adatta per allattare? Innanzitutto la mamma deve essere comoda, rilassata, leggermente reclinata (magari con un cuscino dietro la schiena). Il bambino, invece, deve essere rivolto verso la mamma e deve coprire con la bocca non solo il capezzolo ma anche l’areola circostante. Per essere più precisi, il capezzolo deve toccare il palato molle del bambino e non deve essere schiacciato contro il palato duro.

Per far sì che il bambino si attacchi correttamente al seno, si può posizionare il suo nasino sopra il capezzolo o molto vicino: in questo modo la parte dell’areola entrerà per prima nella bocca. Il labbro inferiore deve essere rovesciato verso l’esterno, mentre il naso deve essere libero per poter respirare. Alla fine della poppata, poi, il bambino deve staccarsi volontariamente (magari sollecitando l’angolo della sua bocca). Inoltre, per evitare che il bambino succhi molto forte, potrete offrire poppate brevi e frequenti.

2. Massaggio con il latte materno

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Per ammorbidire la zona del capezzolo, si può far uscire qualche goccia di latte dal seno e massaggiare. Le proprietà antibatteriche del latte scongiureranno anche il rischio di infezioni!

3. No agli indumenti stretti

Sia la maglia sia il reggiseno devono essere morbidi, meglio se di cotone, e devono essere cambiati regolarmente. Le coppette assorbi-latte sono migliori se prive di rinforzi in plastica.

4. Igiene quotidiana

L’igiene del seno non deve essere esagerata ma regolare. Bisogna evitare saponi troppo aggressivi e, prima della poppata, lavare le mani con acqua tiepida. Quando la poppata è finita si può asciugare il seno con delle salviette morbide (ma senza sfregare) oppure lasciarlo asciugare all’aria.

5. Alimentazione corretta

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Per far sì che la ragadi guariscano più in fretta, la mamma può mangiare cibi ricchi di vitamina A o beta-carotene, che aiutano a cicatrizzare.

6. Creme e lozioni prescritte dal medico

In quanto a creme e lozioni, le opinioni sono discordi. C’è chi suggerisce l’olio di cocco o la cera d’api, e chi invece li sconsiglia. Rivolgetevi sempre al vostro medico per essere sicure e per evitare creme inadatte, che potrebbero peggiorare la situazione.