Da che settimana bisogna contare i movimenti fetali

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14/11/2016

Da che settimana bisogna contare i movimenti fetali

Da che settimana bisogna contare i movimenti fetali è la domanda che molte donne in dolce attesa si pongono, soprattutto quelle che hanno una gravidanza ad alto rischio. Alcuni ginecologi, non tutti, raccomandano alle future mamme di contare i calci fetali durante il terzo trimestre di gravidanza.

A cosa serve il calcolo dei movimenti fetali? Il calcolo dei movimenti fetali serve per tenere una traccia dei movimenti del bambino all’interno dell’utero e serve alla mamma per distinguere meglio tra i movimenti considerati normali e quelli che invece potrebbero essere motivo di preoccupazione.

Cosa sono i movimenti fetali? I movimenti fetali sono i movimenti compiuti dal feto, come colpi, pugni, rotazioni o torsioni, facendo attenzione ad escludere i singhiozzi. Calcolare ogni giorno i movimenti fetali aiuta i medici a intervenire, se necessario, prevenendo il parto di un neonato morto o in caso di altre gravi complicazioni.

I ginecologi consigliano alle donne incinte di iniziare questo calcolo durante il terzo trimestre, solitamente intorno alla ventottesima settimana. Il bambino comincia in genere a muoversi visibilmente tra la diciottesima e la venticinquesima settimana.

  • Se si tratta della prima gravidanza, il bimbo probabilmente non inizia a calciare finché non ha raggiunto la venticinquesima settimana.
  • Se invece hai già avuto uno o due figli, il feto inizia a muoversi intorno alla diciottesima.
  • Nel caso di una gravidanza a rischio, i ginecologi raccomandano alla madre di iniziare a documentare i calci fetali verso la ventiseiesima settimana.

Durante il terzo trimestre, il bambino inizia a manifestare dei cicli di sonno e veglia. Quando è sveglio calcia spesso, almeno 10 volte in due ore, mentre quando dorme è probabile che resti fermo. La mamma dovrebbe essere in grado di riconoscere le sue abitudini e capire quando il bimbo dorme o è sveglio, in base alla percezione dei calci.

Ricordarsi di annotare sempre la conta dei calci in un diario o un quaderno. Se il bambino non calcia la prima volta che si inizia il conteggio non bisogna allarmarsi. Bisogna aspettare un altro momento della giornata e riprovare. Sebbene il bimbo sta cominciando a prendere delle abitudini, non si tratta di schemi così rigidi o perfetti e sono soggetti a cambiamenti giorno per giorno.


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