Stitichezza nei neonati: cause, rimedi e come riconoscerla

Noemi Iovino
  • Dott. in Scienze della Comunicazione

La stitichezza, o stipsi, è uno dei problemi più frequenti in età neonatale. Eppure, spesso si tende ad allarmarsi eccessivamente o ad ignorare il problema. In questo articolo scoprirete cosa si intende per stitichezza, come riconoscerla, tutte le cause possibili e i rimedi consigliati dai pediatri

Stitichezza nei neonati: cause, rimedi e come riconoscerla

La nascita di un bambino, si sa, porta una gioia nuova e incredibilmente grande nella vita dei genitori. La felicità, tra l’altro, è destinata a protrarsi per tutte le fasi di crescita del piccolo, e si accompagnerà di volta in volta allo stupore per via dei suoi piccoli (ma importanti) progressi. Tra l’allattamento, il cambio frequente dei pannolini e le visite di amici e parenti, i primi giorni di vita del neonato saranno più che frenetici e passeranno in men che non si dica.

Eppure, già in questa fase, può insorgere un problemino in grado di suscitare le prime preoccupazioni. Si tratta della stitichezza, uno dei problemi più frequenti nei neonati e nei bambini (lo sanno bene i pediatri, che vengono interpellati molto spesso proprio per questo motivo!). Ma cosa si intende per stitichezza o stipsi? È molto semplice: la difficoltà o la riduzione di frequenza delle evacuazioni. Le feci vengono evacuate in ritardo (attraverso un passaggio difficoltoso e spesso doloroso), ristagnando nell’intestino più del necessario.

Stipsi e dolori addominali nel neonato

Sebbene sia facile dare una definizione di stitichezza, è ben più difficile saperla riconoscere. Spesso, infatti, le mamme si preoccupano senza ragione o, al contrario, ignorano il problema. Quali elementi bisogna prendere in considerazione, dunque, per capire se il bambino è stitico o meno?


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Stitichezza nei neonati, come riconoscerla?

La prima cosa che bisogna tenere a mente è che i bambini, ovviamente, non sono tutti uguali: la loro unicità si riversa anche nella frequenza in cui espellono le feci! Bisogna evitare, a questo proposito, di fare in continuazione confronti con altri neonati oppure con altri figli.

Il neonato, infatti, può evacuare subito dopo ogni poppata (a volte anche durante!) per via del cosiddetto riflesso gastro-colico, ossia l’avvio di precisi movimenti intestinali che portano all’evacuazione, appena il cibo arriva nello stomaco. Al contrario, può essere del tutto normale che un neonato evacui dopo 2 o 3 giorni se lo fa tranquillamente, senza sforzo e con feci di aspetto normale. Se bisogna proprio parlare di tempo, secondo gli esperti si tratta di stitichezza se la difficoltà e il dolore nell’espellere le feci si protrae per 3 o 4 giorni nel neonato, per 1 mese nei bambini fino a 4 anni e per 2 mesi nei bambini oltre i 4 anni.

Stipsi e pianti prolungati

Gli elementi importantissimi per riconoscere la stipsi sono due: la consistenza delle feci e il comportamento del neonato. La consistenza normale delle feci è cremosa, quasi liquida, mentre il colore deve essere giallo chiaro, con sfumature verdi. Se invece il neonato espelle delle feci secche, dure e sotto forma di piccole palline – ed appare disturbato ed irritato – allora si può parlare di stitichezza. Il bambino stitico, in genere, piange per un periodo prolungato, ha la pancia dura, manifesta sanguinamento rettale e può rifiutarsi di mangiare. Bisogna capire anche se il piccolo lamenta dolori addominali e coliche molto forti e cicliche (che spesso sono accompagnate a sudorazione e pallore). Diverso e del tutto normale è il caso in cui il bambino semplicemente si sforza, diventando rosso e piangendo.


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Stitichezza, tutte le cause

Nei neonati la stitichezza è spesso dovuta al fatto che l’intestino non riesce ancora a lavorare bene ed efficientemente. Inoltre, si verifica più frequentemente nei bambini che si nutrono di latte artificiale e non dal seno della mamma. Il latte artificiale, infatti, è più pesante, più difficile da digerire e non ha il lattulosio, uno zucchero presente solo nel latte materno che aiuta a regolarizzare l’intestino. Un’altra causa, poi, potrebbe essere l‘intolleranza alle proteine del latte vaccino.

Latte artificiale e problemi di stitichezza

Se il bambino è più grande, la stipsi potrebbe coincidere con il periodo dello svezzamento. In questo caso, bisogna stare ben attenti ad introdurre nella sua alimentazione alimenti come orzo, cereali integrali, verdure, prugne, kiwi e pere. Infine, la difficoltà ad evacuare potrebbe essere dovuta ad un fattore psicologico: se il bambino, durante un’espulsione delle feci, ha sentito molto dolore (magari dovuto a ragadi anali) potrebbe avere molta paura e far di tutto per non ripetere l’esperienza, trattenendo lo stimolo. Sempre fattori psicologici riguardano l’inizio della scuola e la reticenza ad andare in un bagno diverso da quello di casa, con persone estranee.

Detto ciò, cosa si può fare per rendere le feci più morbide e a rendere meno traumatizzante l’esperienza? Per capirlo, la cosa più importante da ricordare è che bisogna sempre rivolgersi ad un pediatra. Bisogna infatti capire se la stitichezza è funzionale o organica. Nel primo caso, più frequente, non c’è nessun malfunzionamento o malattia dell’apparato digerente ma tutto dipende dall’alimentazione o dalle abitudini comportamentali del bambino. Quando la stitichezza è organica, invece, il problema è più grave e potrebbe essere dovuto a malformazioni dell’intestino, allergie alimentari, celiachia, malattie infiammatorie, malattie a livello endocrino o cause genetiche. Solo il consiglio di uno specialista può risolvere la situazione: da evitare assolutamente i rimedi fai da te.

Cosa fare in caso di stitichezza? Rimedi e consigli

Il pediatra, una volta consultato, potrebbe darvi diverse soluzioni.

  • CAMBIO DEL LATTE. Tra le più frequenti, c’è sicuramente il cambio del latte: in questo caso dovrete acquistare un prodotto via via diverso fino a capire quello più adatto per il neonato. A volte, si tratta solo di cambiare la quantità di acqua con cui il latte deve essere diluito.
  • LATTULOSIO. Il lattulosio è ciò che manca nel latte artificiale. Il vostro pediatra di fiducia, dunque, può consigliare di acquistarlo ed aggiungerlo al latte artificiale per risolvere il problema della stipsi e rendere le feci più morbide.Latte artificiale
  • MICROSUPPOSTE E MICROCLISMI. Tra le soluzioni più adottate, poi, ci sono le microsupposte o i microclismi di malva, miele e glicerina. Assolutamente da preferire rispetto ai lassativi fai da te e da altri rimedi della nonna, come inserire la punta del termometro. Può essere utilizzato anche il sondino che si acquista in farmacia ma bisogna stare ben attenti a non usarlo troppo spesso, perché il bambino potrebbe abituarsi ad espellere le feci solo quando viene inserito.
  • MASSAGGI CIRCOLARI. A tutti questi rimedi si aggiungono i massaggi, che devono essere eseguiti delicatamente e con precisi movimenti, magari con un olio per neonati. Spesso si consiglia di mettere una mano sopra l’altra ed eseguire massaggi circolari in senso orario, prima premendo delicatamente con la punta delle dita, poi con la parte più interna della mano e con la base del pollice.
  • MOVIMENTO DELLA BICICLETTA. Come nel caso dei movimenti circolari, rivolgetevi al medico per capire come muovere la gambe di vostro figlio. Quello che dovrete fare è avvicinare le gambe al petto del neonato e poi distenderle, come se stesse pedalando.Alimentazione equilibrata e corretta per bambini
  • ALIMENTAZIONE E IDRATAZIONE ADEGUATA. Se il bambino ha già iniziato lo svezzamento, la dieta deve essere il più possibile equilibrata e deve contenere gli alimenti di cui abbiamo parlato prima (ricchi di fibre), magari accostandoli a un altro cibo che il piccolo ama particolarmente. Da tenere sott’occhio anche l’idratazione.
  • APPUNTAMENTO CON IL BAGNO! Il momento dell’evacuazione deve entrare, di diritto, nella routine giornaliera del bambino. Quando è più grande ed ha imparato ad usare il vasino, si deve invitare il bambino ad andare al bagno senza trattenere lo stimolo (magari perché è impegnato a giocare) e magare intrattenerlo finché non avrà espulso le feci. Con il tempo diventerà un’abitudine e il bambino riuscirà ad associare il bagno ad un momento ludico!