Tiroide in gravidanza valori TSH alti, bassi e normali

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14/10/2020

Tiroide in gravidanza valori TSH alti, bassi e normali

Che relazione c’è tra tiroide e gravidanza? Perché è così importante conoscere i valori TSH durante la gestazione? Cossa comporta sottovalutare i sintomi? Scopriamo insieme quali sono i valori normali, alti e bassi della tiroide in gravidanza nel primo, secondo e terzo trimestre, quali sono le analisi consigliate e se esistono rischi per la mamma e per il feto.

Che cos’è la tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina, a forma di farfalla, posizionata alla fine della gola. Il suo compito principale è quello di produrre ormoni e per farlo ha bisogno di iodio, il minerale che si trova nel sale marino.

Tiroide e gravidanza

Gli ormoni prodotti dalla tiroide sono due: la triiodotironina o T3 e la tiroxina o T4. Gli ormoni tiroidei durante la gravidanza sono importantissimi, svolgono infatti un ruolo fondamentale per il bambino sia per la formazione dell’apparato scheletrico, che per un corretto sviluppo cerebrale.

Inoltre, la loro produzione influisce sul metabolismo basale, ovvero sulle energie di base che occorrono al feto per mantenere le sue funzioni vitali. Gli ormoni T3 e T4 sono prodotti dall’ormone tireostimolante meglio conosciuto come TSH; TSH, T3 e T4 ci dicono se la tiroide sta funzionando bene.


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In gravidanza, per capire lo stato di salute della tiroide, bisogna sottoporsi a delle analisi specifiche del sangue, per conoscere i livelli di TSH presente nel flusso sanguigno. In base ai risultati sarà possibile riscontrare ipertiroidismo e ipotiroidismo, tenendo sempre presente che una leggera alterazione dei valori della tiroide in gravidanza è ritenuta normale e fisiologica.

Valori tiroide TSH in gravidanza

Se la tiroide funziona perfettamente, i valori del TSH nel sangue saranno normali, cioè rientreranno nel range compreso tra:

  •  0.1 – 2.5 mU/L nel primo trimestre di gravidanza;
  • 0.2 – 3.0 mU/L nel secondo trimestre di gravidanza;
  • 0.3 – 3.0 (3.5) mU/L nel terzo trimestre di gravidanza.

tuttavia non è infrequente che in gravidanza i livelli di TSH siano bassi o alti.  Se i valori di TSH nel sangue sono bassi, ma quelli degli ormoni T3 e T4 sono alti, ci si troverà in una situazione di ipertiroidismo; in questo caso la tiroide è molto attiva e produce una quantità di ormoni tiroidei più abbondante.

Al contrario se i valori di TSH sono alti, ma quelli degli ormoni T3 e T4 sono bassi, si parla di ipotiroidismo. Ciò vuol dire che la tiroide lavora più lentamente e produce una quantità minore di ormoni.

In entrambi i casi non si tratta di una condizione preoccupante, poiché con tutta probabilità il vostro ginecologo o l’ostetrica che vi segue provvederanno a prescrivervi degli integratori o dei farmaci che aiutino la tiroide a riprendere la normale attività.


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Valori TSH tiroide nel primo trimestre di gravidanza: i rischi

Nel primo trimestre di gravidanza, nel 15% delle donne i valori di TSH sono più bassi di 0,4 mU/L, rispetto al valore minimo, considerato normale per le donne non in stato interessante.

Per evitare l’ipotiroidismo nel primo trimestre di gravidanza, occorre mantenere il TSH attorno ad un valore basso, compreso tra 0.5-1.5 mIU/L.  L’ipotiroidismo è infatti associato a complicazioni più o meno gravi come aborto spontaneo, parto pre-termine o diabete gestazionale, quando non è trattato e tenuto sotto controllo.

Valori TSH tiroide nel secondo e terzo trimestre di gravidanza: i rischi

Durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza è normale che si verifichi un innalzamento dei valori del TSH, in quanto aumenta il volume del sangue della mamma in attesa, con un ingrossamento della tiroide e un accrescimento del fabbisogno quotidiano di iodio. Questa situazione, che è la più frequente, è denominata ipotiroidismo, e come abbiamo detto, comporta un aumento dei livelli del TSH, mentre il T3 e T4 si abbassano. Ma cosa succede quando si verifica l’opposto? Quando si riscontrano valori bassi di TSH e alti di T3 e T4, ci si troverà in una situazione di ipertiroidismo, che può portare, nelle ultime settimane, a situazioni d’emergenza come preeclampsia o basso peso neonatale, se non verificate per tempo.

Valori tiroide in gravidanza: esami, sintomi e rimedi

Tra gli esami del sangue prescritti dal ginecologo che vi segue ci saranno certamente anche quelli della tiroide, proprio perché  i suoi valori subiscono frequentemente un’alterazione in stato di gravidanza e vanno tenuti sotto osservazione. Le analisi del sangue sono l’indicatore più sicuro sul funzionamento di questa importante ghiandola, poiché i sintomi tipici (stanchezza, debolezza, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, cambiamenti del gusto e dell’appetito), da soli, posso essere ricondotti ad altre cause.

Valori tiroide in gravidanza: farmaci e integratori

Il farmaco per il controllo della tiroide è la levotiroxina, un ormone tiroideo sintetico chimicamente identico alla tiroxina naturale, l’ormone T4.  In Italia, la levotiroxina è disponibile in compresse, gocce, soluzioni monodose e capsule molli ed il farmaco più conosciuto si chiama Eutirox.

Ci sono anche integratori e rimedi naturali come la valeriana, la melissa e il tarassaco, così come alcuni alimenti che aiutano il funzionamento ottimale della tiroide:

  • legumi, cavoli, broccoli e rape o frutti come pesca, pera e papaya per l’ipertiroidismo;
  • verdura ad alto contenuto di ferro, carni rosse e pesce, ricco di iodio, per l’ipotiroidismo.

Naturalmente anche l’alimentazione e gli integratori andranno concordati con il medico curante, che vi segue e conosce la vostra condizione specifica.

Infine ricordiamo che i casi di malfunzionamento della tiroide in gravidanza sono possibili, ma se curati adeguatamente, seguendo la cura prescritta dal ginecologo o del medico endocrinologo, mantengono i parametri sotto controllo cosicché non si corra alcun rischio di salute, né per la mamma e né per il bambino.

Può anche capitare che il malfunzionamento della tiroide avvenga entro i 12 mesi successivi al parto, in questo caso si parla di tiroidite post partum.

La tiroidite post-partum

La tiroidite post-partum o PPT insorge nel 5% circa delle donne entro un anno dal parto e consiste in una mancata capacità della tiroide di riprendere la normale funzionalità. Le mamme che si trovano in questa situazione possono lamentare alcuni sintomi come stanchezza, perdita di memoria e concentrazione, stitichezza e depressione. Non è infrequente però che non ci siano avvisaglie né sensazioni particolari, oppure che i sintomi possano essere attribuiti al periodo particolarmente impegnativo, quale è il puerperio, e finché il bambino non cresce. Per questo motivo è molto importante continuare a monitorare i livelli di TSH tramite le anali del sangue anche dopo il parto; vi permetteranno infatti di individuare eventuali anomalie nel funzionamento della tiroide, oltre oltre ad eventuali malfunzionamenti legati agli altri parametri dell’emocromo.

Tiroidite di Hashimoto e gravidanza

Le donne affette da tiroidite di Hashimoto continueranno ad essere trattate con i farmaci adeguati, con particolare ed ovvia attenzione ai valori relativi al funzionamento della tiroide, in modo da individuare la necessità di modifica dei dosaggi. La tiroidite di Hashimoto può causare difficoltà nel concepimento, nell’impianto dell’embrione e nella formazione della placenta. In gravidanza, invece, può comportare alcuni rischi come problemi ai reni e al fegato del bambino o un ritardo intellettivo, ma le future mamme che ne soffrono non devono preoccuparsi, poiché le cure attualmente utilizzate sono efficaci e permettono di pianificare un gravidanza e vivere un’attesa serena.

Gravidanza senza tiroide

Dopo una tiroidectomia si può rimanere incinta? Le donne senza tiroide possono vivere una gravidanza fisiologica e serena? Per le donne a cui è stata tolta la tiroide, avere una gravidanza è più difficile, ma non impossibile. La mancanza di questa ghiandola e quindi di secrezioni ormonali, spesso causano cicli irregolari o anaovulatori, mentre in una gestazione potrebbero causare un incompleto sviluppo del sistema nervoso e un ritardo intellettivo del feto, se non si applica un trattamento adeguato. Per le donne tiroidectomizzate sarà quindi necessario un attento e costante monitoraggio del TSH e della concentrazione di tiroxina in circolazione, in modo da prevenire complicazioni e trovare il giusto dosaggio di levotiroxina.

 

Nessuna informazione contenuta in questo articolo costituisce parere medico. Per consigli personalizzati si suggerisce di rivolgersi ad uno specialista.