I borghi della Campania da visitare a Pasqua

Noemi Iovino
  • Dott. in Scienze della Comunicazione

Avete in programma di trascorrere le vacanze di Pasqua in Campania? Oggi vi proponiamo 5 tra i borghi campani più belli e meno noti, perfetti per un rilassante soggiorno alla scoperta di arte, storia e natura. Ecco le attrazioni turistiche più visitate e i percorsi naturali più emozionanti

I borghi della Campania da visitare a Pasqua

La Campania, ridente ed ospitale regione bagnata dal Mar Tirreno, è uno dei luoghi della penisola italiana maggiormente indicati per trascorrere le vacanze di Pasqua. Le specialità gastronomiche, dai grandi piatti della tradizione alle sfiziosità tipiche del periodo pasquale (prima tra tutte, l’imparagonabile pastiera napoletana) sono un ottimo pretesto per spendere proprio qui i giorni intorno alla festività, tra antiche usanze e sapori autentici.

Vesuvio in lontananza
Veduta sul Golfo di Napoli

Tuttavia, la cucina mediterranea non è l’unico punto forte della regione. La Campania è ricca di risorse storiche, archeologiche e culturali, dagli scavi di Pompei ed Ercolano alla sontuosa Reggia di Caserta. La vivace Napoli, pullulante di voci, colori e sapori, vi saprà travolgere con la dinamicità del centro storico. La Costiera Amalfitana, dal canto suo, ha un mare limpido, paesini a strapiombo, casette colorate abbarbicate sulla collina e piccoli borghi invidiati in tutto il mondo. Insomma, che sia per un’escursione sul Vesuvio o per visitare dimore storiche (come la bellissima Villa Cimbrone, a Ravello), la Campania non è mai una scelta sbagliata.

Dove festeggiare la Pasqua, 5 incantevoli borghi campani

Al di là delle località turistiche più blasonate, la Campania è ricca di borghi dalla bellezza indiscutibile e poco conosciuta, ideali per rigenerare mente e corpo e per trascorrere piacevoli giornate primaverili. Eccone 5!


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1. Vairano Patenora, sede di uno storico incontro

Vicoli di Vairano, a Caserta

Cominciamo il nostro itinerario virtuale tra i borghi campani da visitare a Pasqua con Vairano Patenora, in provincia di Caserta. Se la vacanza che avete in mente è all’insegna della tranquillità e del silenzio, con Vairano andrete sul sicuro: si tratta infatti di un antico borgo, dal passato intriso di storia. A dominare sulla valle del fiume Volturno e ad osservare le abitazioni dall’alto c’è un imponente castello, conteso nel corso del tempo da diversi pretendenti. Quello che potete vedere oggi è un restauro della fortezza precedente (che fu rasa al suolo), voluto tra il ‘Quattrocento e il ‘Cinquecento dal barone Innico II d’Avalos.

Ma il castello non è l’unica attrazione del borgo. A Vairano Scalo (una frazione del paese) è stata scritta una delle pagine più importanti della storia italiana. Proprio qui, in particolare presso la Taverna della Catena, è avvenuto l’incontro tra Giuseppe Garibaldi e il re Vittorio Emanuele II, poco prima dell’Unificazione italiana. Da qui, poi, avrebbero raggiunto Teano.

Tra gli edifici di culto del borgo, spiccano i ruderi dell’Abbazia della Ferrara (che ospitò il sovrano Federico II di Svevia), la Chiesa di San Bartolomeo (patrono della città) e il Convento di Sant’Agostino.

Per il resto, potrete concedervi una lenta passeggiata tra i vicoli e i casali di Vairano, un tempo punti di riferimento per l’agricoltura e l’allevamento locale (non mancavano, in effetti, piccoli orti e stalle).

2. Caiazzo, un gioiellino sulla Valle del Volturno

Veduta del borgo di Caiazzo, a Caserta

Non dobbiamo spostarci molto per raggiungere Caiazzo, che – come Vairano – si trova in provincia di Caserta ed è immerso nella bellissima valle del Volturno. E non è l’unico elemento in comune tra i due paesi! Anche su Caiazzo c’è una fortezza che vigila dall’alto il paese: il Castello Longobardo.

Scegliere di trascorrere le vacanze di Pasqua a Caiazzo è sicuramente una mossa vincente: qui, riscaldati dal tiepido sole primaverile, potrete camminare tra vicoletti, antichi frantoi, punti panoramici e piccole locande. Di volta in volta potrete fermarvi ad ammirare le attrazioni del luogo, di cui il castello (del IX secolo) figura tra quelle imperdibili. Tra i luoghi di culto, invece, c’è la bellissima Cattedrale dedicata a Maria SS. Assunta, che custodisce splendide cappelle interne e opere d’arte. Se invece vi affascinano i palazzi, c’è il Palazzo Savastano (dal nome degli attuali proprietari) decorato da elementi architettonici degni di nota e un bellissimo salone al piano nobile.


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Il prodotto tipico per eccellenza di Caiazzo è l’Olio (a cui è dedicata una sagra nel mese di novembre), derivato dall’oliva caiazzana. Tra le esperienze da fare, oltre a quelle enogastronomiche, consigliamo un’escursione tra gli itinerari naturalistici circostanti.

3. Zungoli, un borgo medievale nella valle dell’Ufita

Castello Normanno di Zungoli

Nella provincia di Avellino si trova Zungoli, un borgo medievale presente nella lista dei Borghi più belli d’Italia. Situato al di sopra di un colle e a più di 600 metri sopra il livello del mare, Zungoli è il paese perfetto per chi cerca vicoletti, abitazioni antiche, pochi abitanti e tanta bellezza da ammirare. E a rendere ancora più suggestivo il luogo ci pensa la sua storia, con origini che si perdono nel Neolitico e un’evoluzione che prosegue con l’antica Roma prima, e con i Normanni poi. Proprio ai Normanni si deve la realizzazione della Rocca, una fortezza che guarda il paese dalla sua parte più alta. Edificato probabilmente nell’ XI secolo e distrutto in parte da un terremoto del 1456, l’imponente castello presenta ancora tre delle quattro torri cilindriche disposte sugli angoli. E non si tratta delle uniche torri di Zungoli: si aggiungono alla lista la Torre li Pizzi e la Torre delle Ciàvole, altre testimonianze dell’interessante storia del borgo.

Tra gli edifici religiosi, non si può non menzionare il Convento di San Francesco: l’edificio, che si sviluppa su due piani, contiene le cantine, il refettorio, vari ambienti destinati ai laboratori e, ovviamente, quelli che ospitano i frati. Proprio accanto al convento si trova una chiesa, una delle tante chiese e cappelle disseminate sul territorio.

Anche il centro storico, con le sue piccole stradine e le piazze, è tutto da vivere: quello che dovrete fare è salire e scendere le numerose scalinate, mentre ammirate lo splendido panorama che si gode dall’altura.

Anche qui il prodotto tipico per eccellenza è l’olio, prodotto dagli ulivi delle colline dell’Ufita. A questo si aggiunge il delizioso caciocavallo podolico, prodotto all’interno delle grotte: assolutamente da assaggiare se si passa da queste parti! E, a proposito di grotte, dovete sapere che Zungoli continua…sotto terra! Proprio nel sottosuolo si trovano passaggi, cunicoli e grotte utilizzati in passato come depositi e oggi come centri di lavorazione dei formaggi, come il caciomolara.

4. Padula e la sua Certosa

Certosa di San Lorenzo a Padula

In provincia di Salerno, più precisamente sull’altopiano denominato Vallo di Diano, si trova Padula, località nota soprattutto per la Certosa di San Lorenzo. Quest’ultima è un vero e proprio complesso monumentale databile al XIV secolo e, oltre ad essere la più antica della Campania, è tra le più grandi in tutto il continente europeo, con oltre 50.000 mq.

All’interno della struttura è possibile ammirare chiostri dall’imparagonabile bellezza (il chiostro della Foresteria, il chiostro dei Procuratori, il Chiostro grande), fontane, sculture, affreschi e portici. A questo si aggiungono gli ambienti funzionali alle diverse attività: stalle, depositi, cucine, refettori, biblioteca, celle dei monaci, forni, cantine e molto altro ancora. Tutte queste meraviglie sono intervallate, qua e là, da sentieri ed elegantissimi giardini, che rendono ancora più maestoso l’intero complesso (dichiarato meritatamente Patrimonio dell’Umanità). Incredibile pensare che tutta questa bellezza, dopo la soppressione dell’Ordine Certosino ordinata da Napoleone, sia stata lasciata all’incuria e all’abbandono (diventando anche carcere e orfanatrofio) e rivalutata e restaurata solo dal 1960! Oggi, fortunatamente, la Certosa è visitabile in tutto il suo splendore, con un percorso che attraversa diverse sale.

Certosa di San Lorenzo

Sempre nella Certosa di San Lorenzo è ospitato il Museo Archeologico Provinciale della Lucania Occidentale, che contiene preziosi reperti archeologici rinvenuti in tutta la provincia e riconducibili a diverse epoche storiche. Le attrazioni di Padula non terminano qui! C’è un altro museo imperdibile, che in realtà non è nient’altro che la casa di Joe Petrosino, nella quale il famoso poliziotto visse per 13 anni. Per concludere il tour dei Musei, citiamo il Museo Civico Multimediale, il Museo del Cognome (dove potrete imparare a ricostruire il vostro albero genealogico) e il Museo dei Presepi.

Tra gli edifici religiosi, infine, sono da vedere il Battistero Paleocristiano di San Giovanni in Fonti (costruito su una fonte d’acqua utilizzata per i battesimi e su un preesistente tempio pagano) e il Convento di San Francesco.

Per concludere in bellezza, nei dintorni di Padula è possibile organizzare gite e passeggiate (ancor meglio durante il periodo primaverile della Pasqua), grazie alla presenza del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano e delle Grotte di Pertosa. Quest’ultime, abitate nell’antica preistoria, si snodano lungo un percorso sotterraneo a dir poco suggestivo.

5. Castelcivita e il percorso nelle Grotte

Sperone roccioso di Castel Civita

Questo breve excursus, che ha toccato alcuni dei borghi più belli della Campania, si conclude con Castelcivita, un borgo non molto distante da Padula. Anch’esso, infatti, si trova in provincia di Salerno e in un territorio che ricade nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

Il borgo di Castelcivita merita di essere visitato già solo per la sua particolare posizione! Il centro abitato si estende infatti sul versante di uno sperone roccioso ed è costituito da case addossate le une sulle altre che scendono dolcemente verso il basso. Proprio per via della sua conformazione, il centro storico è tutto un alternarsi di viuzze e scalini. L’attrazione principale di Castelcivita è costituita dalle sue Grotte. Si tratta di un emozionante percorso di circa 1200 metri attraverso grotte e cunicoli, dove è possibile ammirare stalattiti e stalagmiti che – in alcuni punti – sembrano formare delle sculture che ricordano oggetti, edifici o figure umane. Questo cammino, amato dai turisti di Castelcivita, si suddivide in diverse sale (come la Sala del Castello, la Sala del Trono e quella del Coccodrillo) e in diversi livelli di difficoltà.

Al di là delle grotte, altre attrazioni di Castelcivita si trovano all’interno del Borgo. Una tra queste è la Torre Angioina (ciò che rimane di un centro fortificato), all’interno della quale si trova il Museo della Civiltà Contadina.

Tra i prodotti tipici ci sono i deliziosi funghi porcini e la patata dei Monti Alburni.