Borghi più belli della Campania

-
21/02/2015
Atrani
Veduta di Atrani

La Campania è la regione italiana il cui capoluogo è l’arcinota Napoli, città famosa al mondo per la sua affascinante bellezza.

Questa regione detiene otto tra i borghi più belli d’Italia: Albori, Atrani, Castellabate, Conca dei Marini, Furore, Monteverde, Nusco e Sant’Agata dei Goti. 

Vediamo nel particolare le caratteristiche che rendono queste piccole cittadine da visitare almeno una volta nella vita.

Cominciamo con Albori, il borgo denominato “un bianco avamposto per il paradiso“.

Posta a 300 metri di altitudine, questa cittadina offre i sapori d’un tempo: le caratteristiche case colorate sono disposte a ridosso l’una dell’altra nelle strette viuzze, secondo lo stile costruttivo portato nella nostra regione dagli Arabi millenni or sono.

Le donne recitano il rosario, gli uomini si raccontano la giornata e i bambini giocano tra loro in strada, dipingendo un quadro dei bei tempi che furono.


Leggi anche: Borghi più belli della Sardegna

Albori è inoltre caratterizzato dalla compresenza di mari e monti: il Mar Tirreno e il Monte Falerzio racchiudono infatti la cittadina in un abbraccio.

Questa è inoltre la terra in cui fioriscono i limoni e danno il classico limoncello della Costiera Amalfitana.

Il borgo di Atrani ha una struttura urbanistica molto particolare: le case costruite l’una sull’altra lo fanno infatti assomigliare a un presepe, specie durante la sera, quando le luci seguono i profili delle abitazioni.

Vicinissima ad Amalfi, è la cittadina che ha meglio conservato la struttura medievale originale, che si rispecchia nelle stradine, nelle viuzze e nelle famose “scalinatelle“.

Un tempo ospitava i dogi e i nobili in visita ad Amalfi, perciò sono molti i sepolcri e le testimonianze del passaggio della nobiltà che fu.

Atrani offre inoltre una ricca tradizione enogastronomica che, pur ricalcando la cucina napoletana nella scelta degli ingredienti, ha caratteristiche indipendenti specie in tema di liquori: il nocino, il lauro e il fragolino sono solo alcune delle bevande ereditate da vecchie ricette contadine.

Castellabate è un borgo piuttosto famoso per i cinefili, in quanto ha ospitato le riprese del film “Benvenuti al Sud”, che vede il protagonista Claudio Bisio trasferirsi proprio qui.

Definito la perla del Cilento, è riconosciuto come patrimonio dell’Unesco grazie alla ricca presenza di beni artistici e naturali.

Famoso è il Castello di San Costabile, ora vuoto, ma che un tempo era oggetto di culto e centro economico e sociale della cittadina.

La pietra è onnipresente sia sulle abitazioni che su strade e viuzze.


Potrebbe interessarti: Borghi più belli della Sicilia

Conca dei Marini è un borgo caratterizzato da una struttura urbana a doppia linea: troviamo infatti alcune case che si specchiano a filo d’acqua e altre dislocate sulle pendici della collina.

L’intera città è collegata dalle scalinatelle, probabilmente le più lunghe della regione, che hanno fornito al borgo il nomignolo di Conca dei gradini.

Le chiese da vedere sono sei, tutte in posizione panoramica.

Le attrazioni principali sono però di tipo profano: la Grotta dello Smeraldo, le cui acque cristalline si riflettono sulle pareti regalando tonalità paradisiache e la Torre Bianca sono assolutamente degne di visita.

Il dolce tipico della città è la sfogliatella, la cui ricetta fu donata dalle monache al borgo.

Furore è il quinto borgo della nostra lista e ci si arriva percorrendo un numero indefinito di tornanti collinari.

È questo il borgo più pacifico: lontano dai rumori e dal caos cittadino, sembra un po’ il “paese che non c’è” grazie alla quiete che si respira per le sue vie.

La cittadina è famosa per la sua galleria en plein air, costituita da 100 muri d’autore tutti di colori diversi.

L’attrattiva principale del borgo rimane però la sua natura: i panorami regalati da tutto il verde circostante sono mozzafiato e regalano quiete e pace ad abitanti e viaggiatori.

Il suo piatto monumento è il totano con le patate.

Il borgo di Monteverde si trova su un colle nella valle dell’Ofanto. Il centro abitato della cittadina si disloca intorno al castello e non sono rari gli impieghi della roccia a scopi abitativi.

Sconvolto molte volte da numerosi terremoti, Monteverde non si è mai arreso, continuando a crescere adattandosi ai cambiamenti ambientali.

Il borgo è famoso per i suoi insaccati di maiale, che si possono accompagnare alla focaccia contadina di mais e alla famosa birra Serro Croce.

Entrando a Nusco, sembra di essere in Svizzera: la cittadina si trova a circa 900 metri di altitudine totalmente immersa nel verde.

Il suo look compatto e la sua quiete portano pace dal pulsare quotidiano.

L’ape regina del borgo è il campanile, alto 33 m, emblema della Cristianità.

Il piatto simbolo di Nusco sono le tagliatelle e gli gnocchi, la cui lavorazione è davvero particolare, sfruttando una ricotta prodotta in loco.

Concludiamo il nostro viaggio con Sant’Agata dei Goti, la città madre del Falanghina.

Questo borgo è davvero ricchissimo di architettura sacra da visitare: la Chiesa dell’Annunziata, il Palazzo Vescovile e il Museo della Diocesi sono alcuni tra i vari luoghi che meritano assolutamente una visita.

Il centro storico di Sant’Agata si trova su una terrazza di tufo tra due corsi d’acqua, e per questo la pianta della città antica è a semicerchio, seguendo il corso dei fiumi.

Oltre al Falanghina, anche altri due sono i prodotti tipici del borgo: il vino bianco Dop di Sant’Agata e la mela Annurca, una delle varietà più prelibate della Campania.