I 10 Borghi più belli della Campania

Noemi Iovino
  • Dott. in Scienze della Comunicazione

Quali sono i borghi più belli della Campania? Ecco 10 incantevoli paesini assolutamente da non perdere, tra attrazioni da visitare, scorci suggestivi e piatti tipici campani

I 10 Borghi più belli della Campania

Impossibile negarlo: il nome Campania è già una garanzia. Decidere di soggiornare in questa meravigliosa regione bagnata dal Mar Tirreno non è mai una scelta sbagliata, che sia per un vacanza di qualche giorno o per una veloce toccata e fuga. Sorridente e sempre ospitale, la terra più popolosa del Sud Italia saprà farvi innamorare a prima vista, rapendovi con la sua magica bellezza.

I paesini delle due costiere, Amalfitana e Sorrentina, assomigliano a piccoli presepi incastonati nella roccia, a strapiombo sul mare. Gli stretti vicoli e le case bianche ricordano la Grecia, mentre il dolce profumo del caffè mischiato a quello aspro dei limoni vi accompagnerà per tutta la durata della visita.

Il fiordo di Furore
Spiaggia del Fiordo di Furore, Costiera Amalfitana

Non solo spiagge di ciottoli e insenature dall’azzurro abbagliante. La Campania è anche massicci e alte vette: dai Monti Lattari, al Matese fino all’incredibile sentiero che porta al cratere del Vesuvio. Insomma, chi predilige le passeggiate ad alta quota avrà l’agenda impegnata, tra scalate e incredibili vedute. Per chi invece non vuole rinunciare alla cultura, c’è solo l’imbarazzo della scelta: gli scavi archeologici di Pompei ed Ercolano, i templi di Paestum, la principesca Reggia di Caserta sono solo alcuni dei tantissimi luoghi culturali, molti dei quali dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.


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Per finire non si può non fare un accenno alla splendida Napoli, cuore pulsante della Campania. Il solo nome richiama alla mente un’esplosione di colori, voci e profumi. Mai andarsene senza aver assaggiato la tipica pizza napoletana o un abbondante cartoccio di pesce fritto, tra i motorini sfreccianti e il chiacchiericcio vivace del Lungomare di Mergellina.

I borghi della Campania da visitare a tutti i costi

La patria della caprese e della parmigiana di melanzane, dell’intramontabile Totò e del grande Maradona, nasconde anche piccoli borghi che mantengono intatta la loro bellezza nonostante lo scorrere del tempo. Vediamo insieme i 10 più belli.

1. Albori, una terrazza sul mare

Borgo di Albori

Il biglietto da visita della Costiera Amalfitana è Vietri sul Mare. È il primo paese che si incontra provenendo da Salerno e diretti verso Sorrento, prima di raggiungere le più celebri Amalfi e Positano. Giunti sul posto rimarrete a bocca aperta: le piccole botteghe di questa cittadina sono incastonate in muri dal colore intenso e costellate da meravigliose maioliche in ceramica. Godetevi una lenta passeggiata in questo museo a cielo aperto ma prima di proseguire oltre fate un salto ad Albori.

Si tratta di una piccola frazione di Vietri sul mare, a 300 metri di altitudine. Circondato dal bosco e protetto dai versanti scoscesi del monte Falerio, il borgo si presenta da subito come una suggestiva terrazza sul mare. Percorrendo le strette vie, che alternano casupole a volta a lunghe distese di agrumi, vi ritroverete di fronte alla Chiesa di Santa Margherita. Edificata nel ‘600 in pieno stile barocco e abbellita dalle immancabili ceramiche vietresi, la chiesa custodisce bellissimi affreschi di importanti artisti campani.

Dopo una sosta nella piazzetta del paese, potrete decidere se salire il monte alle sue spalle o se recarvi nella spiaggetta di Marina d’Albori, un tratto di costa a metà tra Vietri e Cetara che offre uno splendido panorama, impreziosito da una torre d’avvistamento. Il mese ideale per visitare Albori è certamente luglio, sia per gli spettacoli musicali che si organizzano in estate sia per la festa patronale di Santa Margherita. Tra le viuzze e casette bianche, cercate uno dei tanti ristorantini e ordinate le penne alla cuppitello (una pasta con condimento vegetariano) o le palle di ciuccio, squisite crocchette di patate.

2. Atrani, il borgo delle chiese

Atrani dall'alto

Continuiamo il nostro viaggio nell’incantevole Costiera Amalfitana con Atrani, un borgo fondato dai Romani che vanta una bellissima veduta sul Golfo di Salerno. La sua posizione strategica fu chiara fin dall’antichità, tanto che Atrani fu un importante scalo etrusco o greco nel VI secolo e negli anni successivi fu conquistato da moltissime popolazioni di diversa lingua e cultura. Quasi un tutt’uno con Amalfi, Atrani condivise glorie e sconfitte con la vicinissima Repubblica Marinara; nel 1700, poi, divenne un importante centro di produzione di pasta, carta e tessuti grazie ai Borboni.

Passeggiando per questo minuscolo borgo (il borgo più piccolo d’Italia!) noterete che la piazzetta Umberto I, con i suoi bar e locali, diventerà presto il vostro punto di riferimento. Proprio nella piazza c’è il primo gioiello di Atrani: la Chiesa di San Salvatore de Birecto, con la sua bellissima porta in bronzo e la facciata con l’orologio. Da visitare anche la duecentesca Collegiata di Santa Maria Maddalena, posta più in alto e quindi con una vista mozzafiato, e la cappella di Santa Maria del Bando, che si erge sopra una serie di gradini. Queste sono solo tre delle numerose chiese e parrocchie presenti in questa gemma preziosa della Valle del Dragone, anch’essa nell’elenco dei Borghi più belli d’Italia insieme ad Albori.

Se invece volete allontanarvi dal centro storico fatto di scalini e piccoli archi, sappiate che anche Atrani ha la sua bellissima spiaggia e un mare trasparente. Altrettanto interessanti la Grotta di Masaniello, celebre per aver ospitato e protetto il celebre rivoluzionario, e la Grotta dei Santi, con meravigliosi affreschi sulle pareti.

3. Furore, il paese che non c’è

Il fiordo di Furore

Furore è probabilmente il luogo più fotografato della Costiera Amalfitana, grazie al suo fiordo, la baia incastonata tra ripide pareti di roccia e casette colorate. In effetti la bellezza di Furore è innegabile, tanto che vi sembrerà di trovarvi all’interno di un dipinto. A dispetto del suo nome, che nel corso del tempo ha evocato tante oscure leggende, questo paesino è pervaso da tranquillità, magia e un mondo di bellezze da ammirare. Inoltre, le case e i sentieri che portano ad esse sono quasi invisibili dalla costa: ecco perché Furore è soprannominato “il paese che non c’è”.

La vostra passeggiata a Furore si dividerà tra il borgo, composto da case addossate, giardini coltivati e gradinate, e il fiordo, una vera e propria spaccatura nella roccia che ogni anno richiama tantissimi tuffatori. A raccontare la storia e la tradizione di questa cittadina c’è un antico mulino, la vecchia cartiera, lo stenditoio che serviva ad asciugare la carta e la calcara, dove si lavorava la pietra. I bellissimi murales variopinti, al tempo stesso, la rendono sempre moderna e dinamica.

Tra i luoghi di culto c’è sicuramente l’Eremo di Santa Barbara, dove è possibile osservare i resti di una chiesa rupestre, la Chiesa di San Giacomo Apostolo e quelle di Sant’Elia e San Michele Arcangelo. In una villa di proprietà di Anna Magnani c’è invece un museo dedicato alla famosissima attrice, con fotografie e alcuni suoi oggetti personali.

Sulla tavola Furore porta il suo piatto tipico: i deliziosi totani e patate, accompagnati dal Fiorduva, un vino bianco prodotto direttamente nelle sue vigne.

4. Conca dei Marini e la grotta dello smeraldo

Grotta dello smeraldo

Prima di lasciare la Costiera Amalfitana concedetevi un salto alla meravigliosa Conca de Marini, un borgo di marinai e pescatori. Un’attrattiva presa d’assalto dai turisti è sicuramente la Grotta dello smeraldo, chiamata così per il sorprendente colore verde delle sue acque. Potrete visitarla a bordo di una piccola barchetta, mentre una guida vi spiegherà la natura delle bellissime stalattiti e la storia del presepe sottomarino, meta di una suggestiva processione in fondo al mare.

La spiaggia di Conca de Marini è già un ottimo motivo per visitarla, ma non l’unico. Meritano una visita anche la Chiesa di San Giovanni Battista, nata sui resti di un antico tempio pagano, e il convento di Santa Rosa, un monastero domenicano che affaccia direttamente sul mare. Il nome del monastero è legato a un delizioso dolce del paese: la sfogliatella Santa Rosa, distribuita dalle suore agli abitanti del paese in occasione della festa della Santa.

Se volete fare una passeggiata nella natura vi consigliamo un sentiero che conduce alla Torre Saracena, sul promontorio di Capo di Conca. Costruita dal viceré di Napoli per difendersi dalla minaccia dei Turchi, la torre resiste ancora oggi allo scorrere del tempo, avvolta da una fitta vegetazione.

5. Castellabate, il paese dove non si muore

Statua di Costabile Gentilcore

Ci spostiamo ora nello splendido Cilento per approdare a Castellabate, borgo medievale trasformato nel 2010 in un grande set cinematografico. Proprio qui è stato girato il celebre film Benvenuti al sud, con Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Alessandro Siani. Castellabate condivide con Albori la sua particolare posizione a 300 metri di altitudine e il suo clima di quiete e silenzio. Non a caso, secondo Gioacchino Murat qui non si muore, per l’atmosfera che si respira e per la bellezza dei suoi scorci.

L’impronta medievale di questo borgo si riconosce fin dal nome: Castellabate deriva infatti da Castrum Abbatis, letteralmente “il castello dell’abate”, fatto costruire nel XII secolo da Costabile Gentilcore per arginare la minaccia dei Saraceni. Il castello è sicuramente in cima alla lista dei luoghi da visitare: si riconosce fin da lontano con le sue quattro torri angolari e cela all’interno bellissime sale, i magazzini e le gallerie sotterranee.

Altro gioiello da non perdere è la Basilica pontificia di Santa Maria de Gulia, che unisce elementi romanici e stile barocco: entrandovi, rimarrete affascinati dai suoi dipinti di inestimabile valore. Gli edifici religiosi non si riducono alla Basilica: le tante piccole cappelle sparse sul territorio, il Santuario di Santa Maria a Mare e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie sono solo alcuni degli edifici di culto che vanno assolutamente visitati.

Per finire, risorse storiche degne di nota sono i numerosi palazzi nobiliari, tra cui Palazzo Belmonte, con il suo parco di cinque acri e una spiaggetta privata, Palazzo De Angelis, Palazzo Granito e Villa Matarazzo con il suo spettacolare giardino e la vista panoramica.

6. Cusano Mutri, tra l’Infiorata e i funghi porcini

Case di Cusano Mutri

Spostandoci più in alto, nello spettacolare Parco Regionale del Matese, troviamo Cusano Mutri. Questo borgo medievale della provincia di Benevento è caratterizzato da viuzze, vicoli nascosti, viste panoramiche sulla vallata e case bianche in pietra e calce. Dell’antico castello di Cusano Mutri rimangono solo alcuni ruderi ma in compenso troviamo innumerevoli chiese ad accoglierci. Quelle da visitare a tutti i costi sono la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, risalente alla fine del 400 e la più antica di Cusano Mutri, e la Chiesa di San Giovanni Battista. In quest’ultima, all’interno di un reliquiario, è posta una spina che secondo alcuni proverrebbe proprio dalla corona indossata da Gesù; tradizione vuole che per ottenere un miracolo si debba pregare questo prezioso oggetto di devozione.

Un evento il cui nome risuona in tutta la Campania è la folcloristica Sagra dei funghi. Ha inizio generalmente a fine settembre e dura ben tre settimane: durante questo periodo è possibile trascorrere ore di allegria e spensieratezza tra stand di funghi porcini, mercatini di piccolo artigianato, esibizioni musicali e visite guidate. Un’altra tradizione che rende Cusano Mutri ancora più vivace è l’Infiorata del Corpus Domini, a giugno: vie, piazze e chiese vengono abbellite con stupende opere d’arte realizzate con ogni tipo di fiori.

Ultima chicca: prima di lasciare Cusano Mutri fate un salto al Museo Civico del Territorio che ha sede nel palazzo comunale ed è incentrato sulla Civiltà contadina e la Geopaleontologia. Nel Museo si trova il cucchiaio di legno più grande del mondo, entrato  nel Guinness dei primati. Infine, Cusano Mutri è il luogo ideale anche per gli amanti dell’avventura grazie alle sue numerose gole e grotte, da raggiungere attraverso sentieri di diversa difficoltà.

7. Sant’Agata de’ Goti, il borgo sulla rupe di tufo

Sant'Agata de Goti sullo sperone di tufo

Sempre nella provincia di Benevento c’è un altro gioiello prezioso della Campania: Sant’Agata de’ Goti, un borgo arroccato su uno sperone di tufo e immerso nella Terra del Sannio. In questo paesino confluiscono tantissime culture diverse, da quella sannita a quella romana, fino ad arrivare a quella gotica. Il Ponte Vittorio Emanuele vi lascerà senza parole, sia per la sua altezza sia per lo splendido panorama sulla vallata circostante. Nelle sue vicinanze c’è la Chiesa di San Menna, la più antica del borgo, che conserva splendidi affreschi e mosaici a pavimento. Dipinti e mosaici altrettanto belli si trovano nella Chiesa dell’Annunziata, con le sue vetrate colorate e le meravigliose opere d’arte risalenti all’epoca gotica.

Anche in questo borgo si può notare un castello, questa volta costruito dai Longobardi, del quale si possono ammirare i dipinti del salone principale. Il centro storico, invece, si sviluppa interamente lungo un’unica e lunga strada: Via Roma. Percorrendola, lo sguardo si posa sulle numerose chiese, come la Chiesa di Santa Maria Costantinopoli, la Chiesa di Sant’Angelo in Munculanis e il Monastero delle Redentoriste. Quest’ultimo ospita le suore di clausura ed ha un’interessante storia legata a quella dell’intero centro storico: i numerosi portici che si incontrano nel borgo erano infatti le antiche celle delle suore. Il bellissimo Duomo di Sant’Agata, riconoscibile dal suo porticato a colonne, è dedicato all’Assunta ed è stato fondato nel 970: non perdetevi i suoi affreschi, i mosaici e la stupenda cripta con volte a crociera.

Incredibile pensare che un semplice borgo possa contenere al suo interno così tante risorse. Eppure, tra giardini e antichi lavatoi, il paese ha anche un importante museo: il Museo diocesano. Quest’ultimo conserva tantissime opere di arte sacra, sia documenti che reliquiari. Il prodotto tipico di Sant’Agata è la buonissima mela annurca, che accompagna una moltitudine di piatti, dai primi ai dolci. Ottimo anche il vino, tra cui spicca la Falanghina: il borgo ha infatti ottenuto il titolo di “Città del Vino 2019”.

8. Montesarchio, l’antica città dei Sanniti

Castello di Montesarchio

Un’altra antica città sannitica della provincia di Benevento è Montesarchio, un tempo chiamata Caudium. Si tratta di un borgo che si trova sulla cima di un colle, ai piedi del Monte Taburno. Come Sant’Agata de Goti, Montesarchio è stata occupata nel corso del tempo dai Romani e infine dai Longobardi, che vi costruirono un castello e lo collegarono a una torre preesistente. Oggi è possibile visitare la fortezza, al cui interno c’è l’importante Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino e una mostra permanente che vi mostra la storia di Montesarchio e dei borghi vicini.

Di questo paesino, che ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di Città, vi colpirà fin da subito la divisione tra Latovetere e Latonuovo. Il primo coincide con la parte più antica, di epoca longobarda, con l’abbazia di San Nicola. Il secondo è il lato più moderno, che risale al tempo dei Normanni, con il Santuario delle SS. Trinità. Tra le numerose chiese e cappelle disseminate in tutto Montesarchio, il Convento di San Francesco è stato scelto come sede del Comune.

Un particolare molto interessante è la ruota degli esposti, presente nel Convento delle Clarisse. Le mamme che non potevano tenere i propri bambini li adagiavano su questa bussola girevole, per affidarli alle suore del convento.

9. Nusco, il balcone dell’Irpinia

Centro storico di Nusco

Tra i borghi più belli d’Italia c’è anche Nusco, nella provincia di Avellino. La sua posizione a oltre 900 metri sul livello del mare lo rende il paese perfetto per chi è in cerca di storia e cultura, senza rinunciare al silenzio della collina. L’altitudine ha reso questo paesino un punto strategico dal quale controllare il territorio circostante, dominato da numerosi massicci dell’Appennino campano e da meravigliose valli solcati da fiumi. La vista spettacolare che si gode da Nusco lo ha soprannominato meritatamente “il balcone dell’Irpinia”.

Abbracciato dalla Valle dell’Ofanto e quella del Calore, Nusco consegna ai turisti una lunga serie di attrazioni da visitare. Prima tra tutte la splendida Cattedrale di Sant’Amato, che si riconosce fin da lontano per il suo campanile alto oltre 33 metri. Da non perdere assolutamente la cripta del XIII secolo, che custodisce le ossa del Santo. La passeggiata può proseguire con gli altri edifici religiosi, tra cui l’Abbazia di Fontigliano con il suo antiquarium, la Chiesa della Santissima Santità e quella di San Giuseppe. Nel centro storico fatto di archi e gradinate troverete anche numerosi palazzi nobiliari, come il Palazzo del Sordo, Palazzo Barbone, Palazzo Calabrese e Palazzo della Saponara.

Sono tantissime anche le specialità gastronomiche di Nusco. Il vero piatto forte è la pasta fatta in casa: tagliatelle, ravioli, speciali gnocchetti chiamati cicalucculi o le farfalle chiamate nucchitelli, spesso conditi con sugo di carne. Meritano un assaggio anche il baccalà alla purtucaregna, i vari formaggi e salumi e dolci squisiti come la pastiera e gli struffoli.

10. Roscigno vecchia, il borgo fantasma

Borgo abbandonato di Roscigno Vecchia

Concludiamo questo viaggio tra i borghi più suggestivi della Campania con un borgo magico, fuori dal tempo. Stiamo parlando di Roscigno vecchia, un paese abbandonato in provincia di Salerno. Aggirandovi tra quel che resta delle piccole case in pietra, non potrete fare a meno di provare a immaginare l’antica Roscigno, fatta di botteghe, chiese e stalle.

Roscigno nasce come un borgo di contadini e pastori dediti alla transumanza. Nel 1902 fu ordinato agli abitanti di abbandonare il paese, a causa delle continue frane: questo portò, nel corso degli anni, allo svuotamento totale della cittadina a favore di un luogo più sicuro, l’odierna Roscigno nuova. Negli anni ’80 del 1900, tuttavia, la parte più antica di Roscigno tornò alla ribalta grazie agli articoli di numerosi giornalisti, rimasti colpiti dalla atmosfera fiabesca. Da allora, sono tanti i turisti che ogni anno si recano qui, accolti dal suo unico abitante: si tratta di Giuseppe Spagnuolo, che dagli anni ’90 vive in completa solitudine, circondato da ruderi e ricordi.

Per carpire l’essenza di questo borgo fantasma non dovrete far altro che aggirarvi per le sue strade: riconoscerete subito la fontana, il vecchio lavatoio, le botteghe e la sconsacrata Chiesa di San Nicola di Bari. Se volete saperne ancora di più, in una sala dell’ex municipio vi attende il Museo di Arte Contadina, che racconta tutte le fasi della lavorazione della terra, scandite dal ciclo della natura.