I 5 borghi della Sardegna da visitare a Pasqua

Martina Gargano
  • Dott. in Mediazione Linguistica

Quali sono i borghi più belli della Sardegna da visitare a Pasqua? Ecco 5 meravigliosi borghi sardi con tante curiosità sui riti più particolari legati alla Settimana Santa tutti da scoprire durante le vacanze pasquali

I 5 borghi della Sardegna da visitare a Pasqua

La Sardegna è una bellissima regione italiana, un luogo senza tempo perfetto in qualsiasi periodo dell’anno, in cui perdersi e scoprire le tradizioni più antiche e affascinanti del nostro Paese. Vivere in prima persona gli eventi, i riti e gli usi della terra sarda offre l’opportunità di immedesimarsi completamente in quelle che sono le origini e il cuore della storia di questo ricco territorio.

E allora quale momento migliore, se non le vacanze di Pasqua, per evadere dalla routine e immergersi nelle meraviglie di una terra così preziosa come la Sardegna? Con i suoi paesaggi selvaggi, stupefacenti e colorati, questa magnifica regione è la meta perfetta per qualche giorno di meritata vacanza.

In Sardegna, la Settimana Santa (in dialetto Chida Santa) è una festività molto sentita e importante, sia per il suo valore culturale, sia per quello simbolico e religioso. Le origini spagnole, risalenti al 1600, si sono intrecciate alle tradizioni locali più antiche per dar vita ad atmosfere emozionanti, intrise di folclore e fede.


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I Borghi sardi sono i custodi di tale patrimonio e i più belli riservano eventi, fiaccolate e rappresentazioni imperdibili, sintesi di usi medievali e riti risalenti al periodo nuragico. In questi territori, la Pasqua viene chiamata Pasca Manna (Grande Pasqua), e Pasquetta è detta Paschixedda.

I Borghi più belli della Sardegna, tra riti e tradizioni

Iglesias Sardegna

Può cominciare allora il nostro viaggio tra i 5 bellissimi borghi della Sardegna tra costumi, musiche e canti tradizionali:

  1. Aggius
  2. Alghero
  3. Castelsardo
  4. Galtellì
  5. Iglesias

1. Aggius, il borgo della Gallura

Aggius Sardegna

Prima tappa del nostro viaggio sardo durante la settimana di Pasqua è Aggius, provincia di Sassari, un piccolo paesino nel cuore della Gallura. In questa realtà, si ritrovano tradizioni e costumi secolari, che raccontano e mostrano arti e riti antichissimi, in particolare durante la Settimana Santa.

È infatti questo uno dei periodi più sentiti dalla comunità di Aggius, che partecipa attivamente ogni anno alle celebrazioni religiose. A partire dal Giovedì Santo, i sepolcri (detti li sippulcri), ovvero ceste di grano e legumi fatti germogliare al buio, vengono decorati e adornati con fiori e carte colorate, per poi essere posati sugli altari delle varie chiese come simbolo del passaggio dalle tenebre alla luce, che metaforicamente indica la Resurrezione.


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I riti del Venerdì Santo aprono ufficialmente le celebrazioni pasquali, con l’immancabile processione per le vie del centro storico accompagnata da canti e cori tradizionali e dal cosiddetto Sgraamentu, ovvero lo “schiodamento” e la deposizione del Cristo dalla croce alla sepoltura. Nel giorno del Sabato, invece, è possibile assistere alla Veglia Pasquale e alla Benedizione del fuoco e l’accensione del cero pasquale. Il tutto si conclude la Domenica di Pasqua, con l’incontro, detto S’Intoppu, delle statue del Cristo risorto e della Madonna nella piazzetta Matteotti, la principale del borgo, e la Santa Messa, con la processione delle confraternite e dei simulacri verso gli oratori.

L’aria che si respira, tra canti, costumi e processioni, ci fa catapultare in una dimensione quasi mistica, imperdibile per chi desidera immergersi, in questo periodo così sentito, in riti antichi e ricchi di storia.

2. Alghero, il borgo del corallo

Alghero Sardegna

Seconda tappa obbligatoria è Alghero, sulla costa nord-occidentale della Sardegna. Alghero è circondata dalla natura e caratterizzata da una forte impronta spagnola, più precisamente catalana, dalle spiagge e da un centro storico pieno di vita.

Durante la Settimana Santa, si tengono qui alcune delle celebrazioni della Pasqua più importanti dell’intera regione. Alla sera, i vicoli del centro si riempiono di lanterne rosse, dette farols che illuminano e accompagnano la processione e le statue. Tra gli eventi più importanti c’è la Processione dei Misteri, che nel giorno del Martedì Santo parte dalla Chiesa di San Francesco e arriva alla Cattedrale di Santa Maria con le altre sei statue, tutte simbolicamente legate alla Passione di Cristo.

Il Giovedì Santo, poi, prosegue con un’altra caratteristica manifestazione, costituita da due cerimonie, dette de las Cerques e dell’Arboramento. Al termine del primo rito, comincia la processione del Santcristus, la statua del Cristo di Alicante, divenuta simbolo della tradizione religiosa e storica della città di Alghero. L’evento suggestivo termina infine nella Cattedrale, con il Rito dell’Arboramento.

Le celebrazioni proseguono per tutta la Settimana e raggiungono il loro apice con il momento più atteso e prezioso dei riti: quello del Desclavament, ovvero la discesa dalla Croce il Venerdì Santo. Il Cristo viene deposto nella “culla” dorata e parte in processione, attraversando tutto il centro storico. Tutte le statue vengono portate in spalla dai fedeli e dai confratelli spagnoli. La “Setmana Santa de l’Alguer” si conclude infine la Domenica di Pasqua: in questo giorno si assiste all’incontro finale delle statue della Madonna e del Cristo Risorto, riunendo al contempo le due processioni al seguito in un’unica processione. Insomma, l’impatto emotivo di questi riti e antiche tradizioni è evidente e per questo, ancora oggi, richiama moltissimi turisti e fedeli da ogni parte della Sardegna.

3. Castelsardo, il borgo di Asinara

Castelsardo Sardegna

Proseguendo, in provincia di Sassari, incontriamo Castelsardo, un incantevole e colorato borgo medievale affacciato sul Golfo dell’Asinara. I suoi prodotti, il porto tipico e i paesaggi che lo circondano, questo borgo rappresenta una delle località più sorprendenti della Sardegna. I riti e le tradizioni, organizzati dalla Confraternita di Santa Croce, sono protagoniste di questo luogo quasi magico, in particolare durante la Settimana Santa.

Uno degli eventi più importanti di questo periodo è quello che si tiene il Lunedì Santo, in dialetto Lunissanti, in cui è possibile assistere a una rappresentazione della passione di Cristo e una lunga processione che si snoda nelle stradine e nei vicoli del borgo. Ad accompagnare la processione, si intonano tre cori legati alla tradizione sarda e, naturalmente, alla tradizione religiosa. Il rito comincia al mattino, partendo dalla Chiesa di Santa Maria di Castelsardo, per poi arrivare alla Chiesa romanico-sarda di Santa Maria di Tergu, dove vengono portati i “misteri” e terminare con il coro funebre dell’attitu. Nel pomeriggio, la processione riparte per rientrare a Casteldardo.

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Il momento più suggestivo è costituito dalla processione notturna, che parte dal quartiere Pianedda e, illuminandoli con le fiaccole, percorre tutti i vicoletti del centro storico.

Un’atmosfera senza dubbio suggestiva, che riporta l’intero borgo indietro nel tempo… almeno per una notte.

4. Galtellì, il borgo del Monte Tuttavista

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In provincia di Nuoro, a pochi passi dal mare, sorge il borgo di Galtellì, che si estende in una piana meravigliosa ai piedi del Monte Tuttavista. Trascorrere qui qualche giorno della Settimana Santa vuol dire assistere ad alcuni dei riti più tipici e antichi della regione, caratterizzati da un’atmosfera suggestiva e ricca di fede.

Tramandati da secoli dalle due confraternite del borgo e con origini spagnole, durante Sa Chita Santa, questi riti rinnovano ogni anno il sentimento religioso del luogo che unisce tradizione e fede in un’imperdibile celebrazione. Nei giorni del Giovedì e del Venerdì Santo, il borgo è animato dalle processioni tipiche che attraversano le strade e le chiese del centro storico, accompagnate da canti e dalle metraculas, strumenti caratteristici che ricordano il suono del martello. Il rito Sas ecresias parte al mattino e prosegue fino al momento più commovente, che coincide con il rito del S’Iscravamentu e del S’Interru de Zusu Cristos. Durante quest’ultimo, i confratelli di Sante Rughe depongono il Cristo sulla croce.

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Anche qui, il giorno di Pasqua si assiste al famoso incontro tra le statue della Madonna Addolorata e del Cristo Risorto, con un epilogo, però, diverso e particolarmente suggestivo: gli abitanti, infatti, accompagnano il tutto con degli spari di fucile e il rintocco delle campane a festa.

Insomma, un insieme di emozioni e tradizioni che avvolgono completamente chiunque passi di qua in questo periodo, facendolo sentire parte di una storia condivisa e magica!

5. Iglesias, il borgo delle chiese

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Spostandoci ancora nel Sud della Sardegna, arriviamo a Iglesias, ultima tappa del nostro tour pasquale: una cittadina storica ricca di cultura e tradizioni e abbracciata dal mare e dalla natura. Il suo nome, in spagnolo, significa “chiese”: non a caso, infatti, Iglesias è un luogo dalla storia gloriosa, con particolare riferimento al dominio catalano-aragonese, in cui è possibile assistere a una serie di riti imperdibili legati alla Settimana Santa.

La manifestazione risale al 1600 ed è particolarmente sentita dagli abitanti del territorio. Le forme e i colori sono retaggio del periodo spagnolo e fanno rivivere un’atmosfera meravigliosa e mistica.

La celebrazione vera e propria ha inizio il Martedì Santo e prosegue per tutta la settimana. In questa giornata, a cui ci si riferisce anche con il nome Processione dei Misteri, si assiste a un corteo che attraversa i vicoli del centro con i sette simulacri (sette sculture in legno che raccontano la Passione di Cristo). A guidarla sono i Germani, ovvero i confratelli dell’Arciconfraternita del Santo Monte.

Il giorno del Giovedì Santo si tiene la seconda processione, che affolla le strade con bambini e ragazzi vestiti con il tipico abito bianco da baballotti. I confratelli si vestono da Germani (in riferimento allo spagnolo fratello), nascondendo il proprio viso in segno di umiltà. Per il centro storico, nel mentre, sfila la Madonna Addolorata che, simbolicamente, è alla ricerca del figlio Gesù.

Nel giorno del Venerdì Santo, invece, è possibile partecipare alla Processione del Monte. In questa occasione, il quartiere Sa Costera inscena la rappresentazione in stile barocco della salita di Gesù al Calvario, ovviamente accompagnando il tutto con matraccas, tamburi e cori religiosi. È forse questo il giorno più atteso di tutta la Settimana Santa, poiché alla sera si  “assiste” al funerale del Cristo.

Iglesias Sardegna

Infine, il giorno di Pasqua è una vera e propria festa in cui le statue della Madonna e di Gesù si incontrato nella piazza principale. Per questo motivo, viene chiamata S’Incontru, ovvero L’Incontro. Caratteristici e imperdibili i costumi e riti tipici del luogo, che contribuiscono a donare una certa magia a questo periodo già intriso di fede e simbolismo!

I piatti pasquali imperdibili della tradizione sarda

Non possiamo, infine, non ricordare la tradizione culinaria di una regione come la Sardegna, che ovviamente non manca di ricette tipiche per la Pasqua.

Uno dei prodotti più apprezzati è il Su Coccoi, ovvero il pane, che per la sua bontà è entrato a far parte della cucina di tutti i giorni! Si tratta di un pane a base di semola di grano duro, con una crosta croccante e una mollica morbidissima e compatta. Ciò che lo rende speciale è la lavorazione, particolarmente laboriosa e ricca di decorazioni. Ovviamente, il tutto deve essere cotto nel tipico forno a legna e farcito con un uovo, simbolo tipico pasquale della rinascita.

Da provare assolutamente sono anche le cosiddette Pardule, uno tra i dolci sardi più amati. Tipicamente, si tratta di tortine a base di ricotta o altro formaggio, che vengono poi insaporite con scorza di agrumi (arance o limoni) o talvolta con dello zafferano.

Pardule

Un’esplosione di piacere ed emozioni, perfette per chi vuole godersi le più antiche tradizioni, senza però rinunciare al gusto!