Cosa fare in Puglia in inverno

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11/10/2016

Cosa fare in Puglia in inverno

Cosa fare in Puglia in inverno in virtù della cosiddetta destagionalizzazione, che impegna molti enti del turismo ed operatori turistici vari nella promozione di vacanze in località marinare, non solo durante il classico quanto canonico periodo estivo. In effetti, a pensarci bene, il mare è meraviglioso anche durante il periodo invernale, ovviamente niente bagno ma una passeggiata in riva al mare abbinata ad attività di svago, cultura e tour eno-gastronomici aiuta il turismo invernale anche nelle località prettamente marinare ed estive.

“La Puglia, vi garantisco, è molto più bella d’inverno”. Parola di Danielle Pergament, giornalista del “New York Times” che con un lungo articolo sul noto quotidiano statunitense dà una grossa mano ai promotori della destagionalizzazione turistica nella regione Puglia. E’ meglio visitare la Puglia nei mesi invernali”. Di certo il mare è freddo, dice l’inviata americana, ma il cibo è più gustoso. Soprattutto se il tour del “tacco d’Italia” è costellato di fermate in alcune delle migliori e più suggestive trattorie della regione. “Il cibo è più gustoso, i negozi sono più vuoti e i prezzi sono più bassi”. Difficile non essere d’accordo sulle motivazioni dell’inviata. E la mancanza del mare e delle spiagge spinge a visitare le incantevoli zone dell’entroterra pugliese. 


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In questo articolo partiamo proprio dalla Puglia ed andiamo a vedere cosa fare in Puglia in inverno.

#Il presepe vivente di Polignano. In una location unica, il complesso ipogeo della Madonna di Grottole, il presepe vivente di Polignano è una vera e propria rappresentazione teatrale. Oltre 200 le comparse e decine di volontari, danno vita ogni anno al presepe vivente, nelle decine di grotte ipogee scavate nei millenni dall’uomo. Nel centro storico del paese, sempre durante il periodo natalizio, il borgo intrattiene i passanti con i mercatini dell’artigianato ed un percorso gastronomico dedicato ai sapori della tradizione, rallegrato da giullari, maghi e marionette.

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#Alba dei Popoli. L’Alba dei Popoli è un evento che si tiene, per tutto il mese di dicembre, nella città di Otranto. L’Alba dei Popoli deve il suo nome al fatto che Otranto è la città più a est d’Italia, pertanto la prima a vedere sorgere l’alba del nuovo anno in Italia. Il programma fittissimo della rassegna prevede spettacoli, musica, mostre, eventi culturali ed artistici che si rinnovano ogni anno e che culminano il 31 dicembre con il tradizionale concerto di fine anno.

#Festa della Madonna della Madia. La festa della Madonna della Madia, patrona della città, si organizza a Monopoli. Nella notte tra il 15 ed il 16 dicembre si rinnova il rito della trave. Secondo la tradizione popolare, la chiesa cittadina fu terminata grazie al recupero di una zattera, su cui giaceva un’icona bizantina della Madonna, ed ogni anno la rappresentazione in mare si ripete in memoria dell’accaduto. Monopoli ha un bellissimo lungo mare che anche nei mesi invernali rimane animato.

#In viaggio sulla Litoranea. C’è una strada panoramica meravigliosa, e questa strada è la litoranea che da Otranto conduce a Santa Maria di Leuca. Lungo la strada ci sono degli scorci mozzafiato che si trovano proprio a ridosso sul mare. Partendo da Orte, in provincia di Otranto, si costeggia la scogliera della Palascia, si ammirano  poi Torre Sant’Emiliano, Porto Badisco, Grotta dei Cervi. Si sale quindi fino a circa 130 metri e poi ecco ammirare Grotta Zinzulusa, Grotta Verde, Tricase Porto, fino al faro di Santa Maria di Leuca.


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#Ostuni la città bianca fra gli ulivi ed il mare. Ostuni compare all’improvviso arrivando dalla superstrada che costeggia il mare. Sospesa fra la Murgia meridionale e l’alto Salento, Ostuni, candidata al titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2018,” regala il meglio della Puglia. Salire per via Cattedrale attraverso la città vecchia, la “Terra”, fra case immacolate spesso scavate nella roccia, archi e palazzi gentilizi, scorci barocchi e chiese di pietra dorata, botteghe artigianali è un’esperienza unica. Il bello è abbandonare la via più battuta e perdersi appositamente per vicoli, scale e piazzette, fino ad arrivare alla quattrocentesca Concattedrale dedicata a Santa Maria dell’Assunzione.

#Aberobello ed i suoi trulli. Tutta la valle d’Itria meriterebbe una visita, per ammirarne sia le terre coltivate ad ulivi costellate da masserie che le cittadine dei trulli come appunto Alberobello e Martina Franca fino ai litorali, contraddistinti da dune e riserve naturali. Chiamati anche casiedde, i trulli sono fatti di pietra a secco ed i più antichi risalgono al XVI secolo; quelli di Alberobello sono stati dichiarati dall’Unesco patrimonio dell’umanità. La costruzione a secco, senza malta, dei trulli, venne imposta ai coloni del XIV secolo, di modo che le loro abitazioni potessero essere smantellate in fretta: un metodo efficace per evitare le tasse sui nuovi insediamenti imposte dal Regno di Napoli e di certo anche buon deterrente per i proprietari riottosi. La maggior parte degli storici tuttavia concorda che questa tecnica edilizia fosse dovuta alle condizioni geografiche del luogo, che abbondava della pietra calcarea utilizzata nelle costruzioni. Ricordarsi di fare una visita al Tullo Sovrano, l’unico trullo a due piani che oggi ospita un museo.

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#Falò della Festa della Fòcara. In onore del Patrono Santo Protettore, S. Antonio Abate, il Santo del Fuoco, da cui Festa Fòcara ovvero del fuoco, i novolesi, abitanti di Novoli in provincia di Lecce, non si risparmiano. Per la festa del loro patrono ogni anno organizzano eventi, spettacoli e manifestazioni che prendono il via il 7 gennaio, giornata del Novenario, per terminare poi il 18 gennaio con la festa paesana. Da non perdere la costruzione dell’enorme faló, la processione e la tradizionale benedizione degli animali.

#Cisternino. Cisternino è un meraviglioso borgo in provincia di Brindisi, nella Murgia dei Trulli. Nel centro storico è possibile ammirare le dimore storiche, dal palazzo del Governatore, bellissimo esempio del barocco in Puglia, al cinquecentesco palazzo vescovile, da Palazzo Amati a Palazzo Lagravinese, fino a Palazzo Ricci-Capece con la Torre del Vento. A Cisternino sventola la Bandiera Arancione, il marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club Italiano destinato alle piccole località dell’entroterra che spiccano per l’offerta di eccellenza e l’accoglienza di qualità. Cisternino è caratterizzata dalla buona accessibilità e gestione della viabilità interna che consente la visita a piedi del centro storico. Il cuore antico del paese si presenta armonico e omogeneo architettonicamente. Tutti da gustare sono, inoltre, i prodotti tipici agroalimentari.

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